È in programma sabato 18 aprile, alle ore 15, presso il palazzo delle ex scuole ad Arcumeggia, la presentazione di «Hamelin», il romanzo di Angelo Basile, scrittore milanese classe 1972. L’ingresso all’evento è libero.
Il titolo richiama immediatamente una delle fiabe più inquietanti della tradizione europea: quella del Pifferaio di Hamelin. Nella leggenda, ambientata nel 1284, un misterioso uomo arriva nella città tedesca di Hameln promettendo di liberarla dall’invasione dei topi. Dopo aver svolto il compito, però, gli abitanti si rifiutano di pagargli quanto promesso. L’uomo ritorna allora con il suo flauto e questa volta non saranno i topi a seguirlo, ma i bambini della città.
La Hamelin dello scrittore non è però la città della leggenda. È Baggio, quartiere della periferia occidentale di Milano, dove i ratti cominciano a moltiplicarsi fino a invadere strade, campi, abitazioni e negozi. Di fronte al problema, la giunta guidata da Giorgio Mastro non sembra in grado, o non sembra intenzionata, ad affrontarlo seriamente. A opporsi a questa inerzia è la dottoressa Marina Capitani. Poi arriva il nuovo professore di musica: un uomo misterioso del quale nessuno sembra conoscere veramente l’identità o ricordare le fattezze. E con lui ritorna, trasformato, il motivo centrale della fiaba: la musica come strumento di seduzione e di potere, e soprattutto il patto. Una proposta viene avanzata, qualcuno dovrà decidere se accettarla o rifiutarla, e come nella storia tradizionale ogni patto comporta delle condizioni. Quando queste vengono infrante, arrivano le conseguenze.
Oggi Baggio è un quartiere di Milano, ma fino al 1923 era un comune autonomo. La sua storia conserva ancora le tracce di un antico borgo, con il nucleo storico, la Chiesa Vecchia e le corti, mentre la crescita urbana lo ha progressivamente inglobato nella metropoli. La Lombardia Beni Culturali documenta l’esistenza di un ordinamento comunale di Baggio già nel 1277. Non è quindi un luogo periferico soltanto in senso geografico, ma un territorio che porta con sé una propria identità e una storia precedente all’espansione della città. Basile lo trasforma in un microcosmo narrativo, nel quale il piccolo paese della fiaba può incontrare la metropoli contemporanea.
E forse è proprio questa sovrapposizione a rendere efficace la storia: la fiaba non viene ambientata in un mondo fantastico, ma dietro casa. Lo stesso Basile ha spiegato che nelle sue intenzioni Hamelin è una fiaba gotica. Il gotico, nella sua concezione, richiede atmosfere cupe e decadenti, elementi soprannaturali e una componente capace di suscitare paura. L’autore racconta di aver voluto rappresentare il quartiere in cui vive proprio attraverso queste «pennellate scure», inserendo morte, sangue, elementi macabri e un personaggio soprannaturale come il misterioso maestro di musica.
Ma sotto la superficie dell’horror c’è qualcosa di più vicino alla realtà quotidiana. I ratti, in questo senso, possono essere letti non soltanto come un elemento orrorifico, ma come il sintomo visibile di un degrado più ampio, ed è qui che la fiaba nera si trasforma in satira sociale: la corruzione e l’indifferenza della giunta, contrapposte alla figura della dottoressa Capitani, introducono infatti nel romanzo un conflitto che va oltre la semplice lotta contro un’invasione di animali. Il degrado esterno sembra riflettere quello interno: una città può essere infestata non soltanto dai ratti, ma anche dall’egoismo, dall’avidità e dall’incapacità di assumersi responsabilità.
Si tratta di uno dei meccanismi più antichi della fiaba: prendere una paura concreta e trasformarla in qualcosa che permette di parlare di altre paure. Il Pifferaio di Hamelin originale, del resto, non è una fiaba rassicurante. Nella versione ufficiale della leggenda conservata dalla città di Hameln, il mistero centrale non è nemmeno la liberazione dai topi, ma la perdita dei 130 bambini che seguono il Pifferaio e scompaiono senza lasciare traccia. La domanda che accompagna la vicenda diventa allora inevitabile: dove sono finiti i bambini?
Pubblicato da Edizioni Il Ciliegio nel novembre 2024, Hamelin è un romanzo breve di 144 pagine che si muove tra gotico, horror, fiaba e allegoria sociale. Basile, nato a Milano, ha frequentato il liceo classico e si è diplomato come infermiere; ha esordito come scrittore nel 2016 e negli anni ha pubblicato diversi libri e racconti, ricevendo anche riconoscimenti letterari.
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