«Il governo preveda l’immediata convocazione del tavolo interministeriale sui frontalieri, che non si è mai più riunito dopo la seduta inaugurale un anno fa, per affrontare in modo organico e partecipato con le parti sociali le diverse criticità che riguardano i lavoratori italiani in Svizzera».
A chiederlo è l’onorevole Maria Chiara Gadda vicepresidente dei deputati di Italia Viva, insieme all’onorevole Mauro Del Barba, in una interrogazione parlamentare ai ministri di Economia, Esteri e Affari regionali, che ricalca quella analoga presentata al Senato dal senatore di Italia Viva Enrico Borghi.
«Secondo quanto denunciato dalle organizzazioni sindacali e confermato da numerose segnalazioni dei lavoratori, l’autorità fiscale del Canton Ticino starebbe disattendendo l’applicazione dell’articolo 6 del decreto legge 113 del 2024, che ha introdotto per specifiche categorie di lavoratori frontalieri operanti in Svizzera la facoltà di optare per un’imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle addizionali regionali e comunali, pari al 25 percento delle imposte applicate in Svizzera», spiegano i due politici.
«Il governo dovrebbe intervenire su questo anche in sede diplomatica. Restano poi i problemi relativi alla cosiddetta “tassa sulla salute” (il contributo per il SSN richiesto ai frontalieri, ndr), la cui applicazione appare incerta e frammentata tra le diverse Regioni, tanto da essere stata già rigettata dalla Regione Piemonte. Si registra anche un’inquietante incertezza sul meccanismo dei ristorni fiscali ai Comuni di frontiera», concludono Gadda e Del Barba.
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