(di Carlo Banfi) In occasione del IV Novembre, Brissago Valtravaglia, Roggiano e Al Piano hanno ricordato i caduti con la deposizione delle corone d’alloro ai rispettivi due monumenti di paese.
La prima davanti alla lapide posta sul muretto del cimitero di Brissago che testimonia la fucilazione di cinque partigiani della Gera di Voldomino (7 ottobre ’44), la seconda al sacello lungo il Margorabbia dove vennero sepolti in una fossa comune otto partigiani che avevano combattuto sul San Martino (novembre ’43 – il loro ritrovamento è accaduto all’inizio di aprile ’44. Testimone diretto è stato Bernardo Pastori, allora bimbo di 8 anni e ancora vivente).
L’inizio della cerimonia è avvenuto sul sagrato della chiesa di San Giorgio per l’antistante monumento ai caduti. Alla presenza dei cittadini brissaghesi, degli alpini, dei volontari della protezione civile, del Maresciallo dei Carabinieri Eric Catania, don Michele Ravizza, parroco del paese, dopo una preghiera ha impartito la benedizione per i caduti.
Ha preso la parola il sindaco, l’architetto Maurizio Badiali, ringraziando tutti gli astanti. Ha poi continuato: «Oggi, come ogni anno, celebriamo il 4 Novembre, giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate. Il 4 Novembre segna la data in cui l’Armistizio di Villa Giusti, firmato il 3 Novembre 1918, pose termine alla Prima Guerra Mondiale che aveva insanguinato l’Europa, con il coronamento del sogno risorgimentale dell’unità d’Italia».
«In questa giornata celebriamo anche le Forze Armate Italiane, donne e uomini che con dedizione e professionalità servono la Repubblica, operando nelle missioni internazionali, soccorrendo le comunità colpite dalle calamità naturali, offrendo esempio di disciplina e di servizio – ha spiegato Badiali -. A loro e alle loro famiglie va il nostro più sincero ringraziamento. E’ quindi un giorno di memoria, di riconoscenza, di impegno. Memoria del sacrificio di coloro che hanno dato la vita per la Patria. Riconoscenza verso le donne e gli uomini che allora come oggi, servono lo Stato con onore. Impegno a custodire e rinnovare i valori di libertà e democrazia che fondano la nostra Repubblica».
«Il 4 Novembre non deve essere la celebrazione della guerra ma della pace conquistata con il sacrificio di tante giovani vite – ha continuato ancora il primo cittadino -. In questo momento, mentre rendiamo omaggio ai caduti, il nostro pensiero va anche a chi, nel mondo, soffre a causa della guerra. In particolare alle popolazioni dell’Ucraina, colpite da un conflitto che dura ormai da quasi 4 anni e a quelle della Palestina e di Israele, dove, nonostante la sottoscrizione di una tregua, la violenza continua a mietere vittime innocenti richiamandoci alla necessità del dialogo e della pace».
«Che questa giornata ci ricordi che l’unità nazionale non è un’eredità immobile, ma una responsabilità quotidiana da rinnovare con rispetto, con partecipazione e con amore per la nostra comunità. Un commosso pensiero va a coloro che sono caduti sacrificando la loro vita per l’Italia. Onoriamone insieme la memoria e impegniamoci, ciascuno nel proprio ruolo, a costruire un’Italia e un mondo più giusti e più pacifici. Viva le Forze Armate, Viva L’Italia», ha concluso il sindaco.
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