Giovedì 30 ottobre la Fondazione Comi di Luino ha presentato “Il Giardino dei Nonni e degli Orti Condivisi”, un’iniziativa unica nel suo genere, pensata per promuovere salute, autonomia e socialità tra gli anziani e favorire l’incontro con le nuove generazioni.
Il giardino, realizzato all’interno dell’area verde della Fondazione e aperto alla comunità, rappresenta un luogo di benessere fisico e cognitivo, dove gli anziani, i loro caregiver e le famiglie potranno condividere momenti di attività, relazione e cura della natura.
Pierfrancesco Buchi, che ha seguito il progetto per Fondazione Comi, ha sottolineato come questo spazio rappresenti un dono alla città: «Un luogo privato che diventa bene condiviso, aperto e fruibile da tutti, dove fragilità e comunità si incontrano, e dove l’anziano ritrova autonomia, relazione e dignità».
L’area – circa 350 metri quadrati di spazio riqualificato – sviluppata nel parco della Fondazione, mette al centro attività motorie, stimolazione cognitiva, socialità e agricoltura leggera.
Si tratta di un percorso riqualificato e inclusivo, con attrezzature dedicate, orti rialzati e aree di relax: un luogo sicuro, protetto e aperto a tutta la comunità.
«Con il Giardino dei Nonni vogliamo restituire alla città un luogo aperto, accogliente e generativo – dichiara Gianfranco Malagola, presidente della Fondazione Monsignor Comi -. È un segno concreto dell’impegno della Fondazione nel promuovere una cultura dell’invecchiamento attivo e della comunità solidale».
Silvana Lalicata, Presidente dell’Associazione di volontariato Mons. Comi, ha ricordato il ruolo fondamentale dei volontari: «Questo spazio sarà ancora più vivo grazie alle mani e ai sorrisi di chi sceglie di donare tempo. I volontari sono qui per accompagnare, ascoltare, accogliere: è il nostro modo di restituire affetto e riconoscenza ai nostri nonni».
Anche il Sindaco di Luino, Enrico Bianchi, ha evidenziato la valenza pubblica dell’iniziativa: «Questo giardino è un esempio concreto di come i luoghi della cura possano aprirsi alla città e diventare spazi di relazione e prevenzione. Luino cresce quando cresce la sua capacità di prendersi cura dei più fragili».
Infine, il Direttore Generale Fausto Turci ha ricordato il senso profondo del progetto: «Non è solo un giardino: è un modello di cura integrata, un invito alla socialità, un’opportunità per mantenersi attivi e per contrastare la solitudine. Oggi piantiamo semi che daranno frutti nel tempo, per i nostri ospiti e per la comunità».
Secondo il progetto che è stato presentato, il giardino offrirà attività motorie guidate da fisioterapisti, occasioni di relazione, esercizi per la memoria e la prevenzione, orti rialzati fruibili anche da chi ha ridotta mobilità, e spazi dove nonni e nipoti potranno trascorrere tempo di qualità insieme.
La Fondazione si impegnerà inoltre a garantire manutenzione, formazione dei volontari e programmazione continuativa di attività, perché questo diventi un punto di riferimento per la promozione dell’invecchiamento attivo e della salute nel territorio.
Tra i finanziatori del Giardino dei Nonni, oltre all’Associazione di volontariato Monsignor Comi e al Lions Club di Luino, si annoverano anche Fondazione Comunitaria del Varesotto e Fondazione Amplifon.
© Riproduzione riservata



