Il Comune di Agra intende presentare un’offerta irrevocabile per l’acquisto del fabbricato di proprietà della Società Cooperativa Sociale Sant’Anna arl che da tempo è in liquidazione coatta amministrativa.
Lo stabile, un po’ uno specchio dei tempi che si sono alternati, ospitava un tempo un albergo ristorante e negli anni ’90 è stato trasformato in una residenza per anziani. Poi venne chiuso a seguito del fallimento della cooperativa che lo gestiva. Il mancato riutilizzo della struttura, lasciata anche in stato di abbandono all’inizio del borgo, non è un biglietto da visita adeguato per un paese invece curato nei particolari come quello di Agra e molto frequentato da turisti e da proprietari stranieri di seconde case.
Per questo motivo il sindaco Luca Baglioni e la sua amministrazione, nell’ottica di una rigenerazione dell’area, hanno deciso di muoversi in questa direzione. Lo stesso primo cittadino ha precisato alcuni contorni di questa che potrebbe essere una importante operazione di riqualifica di una parte del paese.
«Vanno spiegati alcuni passaggi tecnici – dice – per capire il senso della nostra richiesta che è poi diventata una delibera di consiglio votata all’unanimità. Con decreto del Ministero competente del luglio 2009, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, è stata disposta la liquidazione coatta amministrativa della Società Cooperativa Sociale Sant’Anna a r.l., che a suo tempo operava nel Comune di Agra. Il provvedimento è stato assunto da Roma su istanza della Regione Lombardia, a seguito dell’accertamento dello stato di insolvenza della società da parte del Tribunale di Varese con sentenza, società che risulta tuttora proprietaria di un fabbricato in disuso, proprio all’ingresso del nostro centro abitato. Precedentemente questa struttura era adibita ad albergo e poi a struttura residenziale assistenziale (RSA)».
«Oggi è in stato di abbandono e degrado – continua il primo cittadino -. L’immobile potrebbe rivestire un ruolo di rilevanza strategico dal punto di vista urbanistico e sociale per il Comune di Agra, trovandosi nel centro abitato e presentando potenzialità di riconversione funzionale per finalità pubbliche che siano servizi, attività culturali, sociali ecc.. A chi mi chiede oggi cosa potrà diventare l’ex albergo Roma francamente non so dare una risposta. Ci sono un po’ di idee, ci stiamo lavorando. Tutto dipende dall’accoglimento o meno della nostra proposta irrevocabile e da quali saranno le opportunità di finanziamento future che potranno essere intercettate”.
Da qui la volontà dell’amministrazione di acquisire la proprietà avviando un percorso di rigenerazione urbana dell’area. Ma con quali denari è possibile effettuare questa operazione? «Il Comune – spiega sempre Baglioni – vanta nei confronti della cooperativa un credito complessivo di 129.122 euro derivante da imposte comunali (ICI e IMU) relative all’immobile. I precedenti tentativi di vendita esperiti nell’ambito della procedura liquidatoria sono andati deserti, compreso l’ultimo, autorizzato dal Ministero vigilante in data lo scorso marzo che prevedeva un prezzo base di 148.480 euro e un’offerta minima pari a 111.360 euro».
Chiaramente il valore dell’immobile risulta in progressiva svalutazione ad ogni tentativo d’asta non andato a buon fine ed è un po’ su questo che conta la locale amministrazione. L’offerta irrevocabile fatta al liquidatore dello stabile per l’acquisto quindi si traduce nella rinuncia incondizionata al credito vantato dal Comune per imposte comunali (ICI e IMU) per 129.122 euro maturato in questi anni in cambio dell’immobile. Questa dovrà essere vagliata e autorizzata dal Ministero vigilante il MiMiT. Ed è proprio questa la speranza che dalla lontana Roma la bontà dell’iniziativa sia accolta.
Proposte per la futura destinazione dell’area sono diverse ma, per ora, la Giunta si vuole concentrare su questa che è un’operazione patrimoniale straordinaria per un paese in crescita ed espansione e che vuole sopravvivere, come quello di Agra. Un piccolo borgo, vero, ma con lo sguardo sempre rivolto ad un futuro da costruire, sempre da plasmare come stanno facendo poi molti borghi di montagna.
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