Porto Ceresio | 2 Settembre 2025

Porto Ceresio, «Disordini, pochi controlli e mancanza di trasparenza»

Il gruppo di minoranza “Porto nel Cuore” scrive al Prefetto e presenta 7 interpellanze per farsi portavoce di alcune istanze condivise dai cittadini

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Sono ben sette le interpellanze presentate al sindaco di Porto Ceresio Marco Prestifilippo da parte del gruppo di minoranza “Porto nel Cuore”. Una raccolta di lamentele e denunce di centinaia di cittadini a cui si aggiunge una denuncia al Prefetto di Varese sulla mancanza di comunicazione e trasparenza da parte della giunta comunale, spiegano i consiglieri in una nota.

Una delle interpellanze proposte da “Porto nel Cuore” – di cui fanno parte l’ex sindaca del paese Jenny Santi, Antonio Girardi e Matteo Zuliani – riguarda il disturbo alla quiete pubblica legato ad alcuni locali dove il Comune avrebbe omesso di effettuare controlli nonostante le ripetute segnalazioni dei cittadini e una raccolta firme contro la musica emessa oltre i limiti consentiti dalla legge e senza rispettare il regolamento comunale e i relativi limiti orari.

La denuncia di inquinamento acustico è presente anche nell’interpellanza sulla mancanza di controllo delle principali arterie stradali, dove viene segnalata la presenza di auto e moto ad elevata velocità, veicoli parcheggiati in prossimità di incroci e stop: una situazione che, per i consiglieri di minoranza, causa elevata pericolosità. La richiesta è anche quella si sapere quali interventi di miglioria della mobilità urbana l’amministrazione intenda realizzare «con i cospicui proventi dei parcheggi a pagamento che raggiungono quasi 100mila euro all’anno».

Altra interpellanza è quella legata alla mancanza di rispetto degli obblighi nei confronti dei lavoratori da parte di un’attività commerciale in cui è coinvolta l’assessora alle Politiche sociali come emerso anche da un recente servizio televisivo: la minoranza chiede chiarimenti in merito e anche le dimissioni della stessa assessora, qualora fossero confermati i fatti.

Altro tema scottante è quello relativo alla riapertura del parco giochi: «Dopo oltre tre anni di ritardo nella consegna dei lavori – scrivono i consiglieri Santi, Girardi e Zuliani – i cittadini hanno tristemente scoperto che l’area giochi è ora gestita da una società privata che limita l’utilizzo dell’area verde pubblica, mentre la zona del calcetto è stata dimezzata escludendo di fatto gli adolescenti dal suo utilizzo».

Stessa osservazione viene fatta per la gestione della palestra comunale: «Il Comune ha deciso di non indire un bando pubblico, bensì di effettuare un’assegnazione diretta a beneficio di un’associazione locale per  quattro anni», sottolineano i tre consiglieri, chiedendo che «tale gestione possa garantire ai cittadini la più ampia fruizione di tale unica palestra sul territorio comunale e l’attivazione di corsi per tutte le fasce della popolazione».

Ulteriore contestazione è quella riguardante la gestione privata della spiaggetta Fiammetta, «che dovrebbe svolgere, da contratto con il Comune, attività di promozione turistica e servizi sportivi, ma che sembra invece interessata alla sola gestione serale di un locale che peraltro causa disturbo ai residenti della zona».

I consiglieri di “Porto nel Cuore” chiedono infine anche chiarimenti sulla sparizione della panchina rossa donata per ricordare le donne vittime di violenza che, dopo il suo spostamento per i lavori sul lungolago, non è più stata riposizionata.

Ma l’azione del gruppo non si è limitata alla presentazione di queste interpellanze: «Ci siamo visti costretti a scrivere al Prefetto di Varese – comunica la capogruppo Jenny Santi – a causa del totale silenzio del Comune di fronte a segnalazioni e lamentele pervenute da parte dei cittadini e alla richiesta di accesso agli atti da parte del nostro gruppo consiliare, a cui non abbiamo mai avuto risposta. Abbiamo pertanto chiesto al Prefetto di sensibilizzare il sindaco e la Giunta circa i propri doveri di comunicazione e trasparenza e il rispetto verso i propri concittadini e gli stessi consiglieri comunali».

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