Il gioco d’azzardo in Canton Ticino si sposta verso le piattaforme online ed entra nel mondo dei videogiochi, a stretto contatto con i giovani. Un fenomeno molto diffuso, anche fuori dai confini elvetici, ma da non sottovalutare e da monitorare, secondo quanto emerge da uno studio condotto dalla Supsi, la Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana, tra il 2023 e il 2024.
I risultati dell’indagine sono stati recentemente presentati in una conferenza che si è svolta a Bellinzona e che è stata organizzata dal Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport (Decs) in collaborazione con la Commissione consultiva Fondo gioco patologico – il Fondo con cui è stato finanziato lo studio – e con la Supsi.
L’approfondimento ha riguardato le abitudini sul gioco d’azzardo dei ticinesi e dei clienti dei tre casinò presenti nella regione. Rispetto al 2012 e al 2013, si apprende dallo studio, c’è stata una riduzione generalizzata delle attività di gioco d’azzardo. Con una eccezione che riguarda le scommesse sportive, in aumento o stabili a seconda dei casi, e che è caratterizzata anche da una forte diffusione del gioco online.
I problemi di gioco sono in linea con i valori del 2012, ma è stata rilevata una concentrazione particolare dei problemi nei casinò, e una “associazione significativa con le scommesse sportive” e il già citato gioco online, con l’introduzione di meccaniche, ricompense e agevolazioni per il videogiocatore che richiamo le dinamiche del gioco d’azzardo. Adolescenti e giovani adulti sono risultati “particolarmente vulnerabili” in questo contesto. Tra gli aspetti in primo piano, sempre secondo l’indagine, c’è anche il coinvolgimento dei clienti over 60 dei casinò. Una clientela che ha denotato un “comportamento di gioco particolarmente a rischio”.
«Quelli emersi dall’indagine scientifica sono dati che devono far riflettere e che devono spingere all’adozione di misure concrete, alla moltiplicazione degli sforzi preventivi – ha affermato Marina Carobbio Guscetti, direttrice del Decs – I problemi di salute pubblica, lo sappiamo, vanno affrontati da più fronti, unendo le forze. Varie attività sono in corso. Altre sono in programma. Altre ancora potranno aggiungersi dopo le dovute riflessioni».
I dettagli sullo studio sono consultabili cliccando qui.
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