(a cura di Diego Intraina) Come ho scritto in un commento su Facebook, dicevo che l’idea Ekoné si doveva osservare andando oltre l’apparenza, voglio dire non limitandosi alla carrozzeria – penso ad un autovettura -, ma scoprendo anche la funzionalità del suo interno fino ad arrivare al motore vera potenza capace di esprimere movimento, resistenza e fiducia.
La forza di Ekoné è stata proprio questo suo potenziale motore, una vera espressione di empatia che tutti gli hanno riconosciuto: una appassionata storia partita per avvicinare una lontananza apparente che nascosta abitava i cuori della comunità germignaghese – GIM – che però è riuscita, negli anni successivi, ad esprimere una energia autodeterminante capace di evolvere dando “luogo” a progetti strutturali di autentica condivisione.
Ed è proprio su questo esercizio di potenza empatica, su questa riconoscibilità di soggetto produttore di condizione comune, che bisognava immaginare il divenire della idea Ekoné.
L’idea di Ekoné è stata pensata un’idea di “luogo”, dove si è voluto privilegiare la relazione, la partecipazione e la condivisione, tre elementi necessari in cui i corpi agiscono, esprimendo autentica convivenza e creatività nell’elaborare progetti caratterizzati e dove lo spirito comunitario si trasforma lui stesso nel vero progetto.
Oggi questa idea Ekoné potrebbe ri-vivere in un altro corpo, un corpo esistente che ha bisogno di ritornare ad essere un Luogo.
Quale attuale realtà, oggi di non-luogo, a Luino richiede questa volontà di ritorno se non la stazione ferroviaria? Una realtà di incontro per eccellenza dove partenze e arrivi si intrecciano.
È da anni che si parla di trovare una soluzione che possa riabitare la Stazione, si pensa alla localizzazione di singole realtà associative o piccole attività professionali, ma su questa soluzione rimane sempre il dubbio che questo disegno esprima una debolezza: manca un motore che possa esprimere una forza di relazione capace di fare diventare questo mosaico un disegno che dia un senso alle presenze e garantisca un quotidiano e continuo presidio.
Un motore, per essere tale, deve essere composto da elementi connessi tra loro che hanno una volontà comune e che riassumano le tre condizioni, movimento, resistenza e fiducia: co-produrre energia di condivisione abitativa necessaria per la cura e la conservazione.
L’idea di Ekoné con le sue caratteristiche: mini-ristorante-bar, bottega del mondo, luogo di incontro, animatore di eventi e di servizi alla persona, distributore di prodotti locali km.0; (si potrebbe riaprire l’edicola? qui si potrebbero articolare il progetto ed elencare altre potenziali attività da individuare magari con l’aiuto della Comunità Operosa) ecc. potrebbe essere l’intuizione da ricercare.
L’idea Ekoné potrebbe essere il vero responsabile motore integrato del presidio e del coordinamento della vita associativa della Stazione.
Ma a queste idee, per essere possibili, vanno amate politicamente, come si dovrebbe amare il bene comune, capendone l’intrinseco valore pedagogico e culturale, decidendo di farle crescere con la stessa attenzione che ha una madre per il proprio figlio, sapendo che si dovrà dedicare a lui senza un particolare interesse, ma solo credendo in ciò che potrà ri-dare alla Comunità.
Grazie per questa idea.
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