Svizzera | 19 Maggio 2025

Svizzera, i Cantoni di confine: «Potenziare il trasporto ferroviario»

Il messaggio rivolto alla Confederazione da Basilea, Ginevra, Ticino e Vallese: ampliare l'offerta regionale e investire sulle linee merci. Firmata una risoluzione

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Cinque Cantoni di confine chiedono alla Confederazione elvetica di potenziare il trasporto ferroviario transfrontaliero, e firmano una risoluzione per mettere in primo piano gli interventi richiesti.

L’appello arriva da Basilea Campagna, Basilea Città, Ginvera, Ticino e Canton Vallese, che chiedono di ampliare l’offerta di trasporto regionale nelle zone di confine; rafforzare terminale e assi del trasporto merci; garantire finanziamenti a lungo termine per l’infrastruttura ferroviaria e dare priorità all’ottimizzazione dei nodi ferroviari strategici di Basilea, Ginevra, Ticino e Vallese.

La risoluzione firmata dai Cantoni è in linea con “ferrovia 2050“, il piano del consiglio federale per trasferire il traffico dalla strada alla ferrovia, soprattutto sulle brevi e medie distanze tipiche delle aree transfrontaliere. Secondo i Cantoni, un’espansione del trasporto internazionale di passeggeri e merci su rotaia può portare benefici in termini di sicurezza degli approvvigionamenti, prosperità economica e obiettivi climatici.

Alcuni numeri: ogni giorno circa 210.000 persone attraversano il confine nella regione del lago di Ginvera; 79.000 in Ticino e 77.000 nella Svizzera nord occidentale. Inoltre i Cantoni di confine sono interessati dai più importanti assi di trasporto a livello europeo: Basilea, Vallese e Ticino segnano i punti di ingresso e di uscita dei due principali corridoi nord – sud attraverso il Lötschberg e il Gottardo; Ginvera fa da “portale sud – ovest” per i flussi di passeggeri e merci.

«In quanto regione di confine e corridoio di transito sull’asse Basilea/Zurigo – Milano, siamo un anello centrale del trasporto merci europeo – commenta Claudio Zali, consigliere di Stato del Canton Ticino – Per rafforzarlo sono necessarie capacità affidabili, punti di trasbordo moderni e un forte collegamento con la metropoli milanese e i centri logistici della Pianura Padana. Il Ticino non deve diventare un collo di bottiglia, ma devono esserci capacità adeguate per il traffico merci, la lunga percorrenza e il traffico regionale dei viaggiatori».

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