Dal 2019 al 2023 è aumentato il numero di lavoratori frontalieri italiani che per raggiungere il Canton Ticino hanno fatto ricorso al traporto pubblico (treni e autobus). La tendenza emerge da un’indagine promossa dal Dipartimento del territorio e incentrata sulle abitudini, in termini di mobilità e spostamenti, dei cittadini che risiedono nel Cantone e dei lavoratori frontalieri.
Quasi 2.500, per quanto riguarda i frontalieri, i questionari completati nel 2023, e 1.894 quelli completati nel 2019. I risultati del 2023 hanno certificato che il veicolo personale (auto o moto) è ancora il principale mezzo utilizzato per raggiungere il posto di lavoro (76% dei casi), ma il ricorso ai mezzi pubblici (22% delle preferenze) è aumentato del 6% rispetto a quattro anni prima. L’aumento è rilevante soprattutto in riferimento alle zone di Mendrisio e Lugano, principali destinazioni di lavoro della popolazione frontaliera oggetto dell’indagine.
Una popolazione composta in prevalenza da uomini tra i 35 e i 39 anni. Dipendenti dell’azienda nell’83% dei casi; “lavoratori quadro” (12%), “membri della direzione” (3%) o “lavoratori indipendenti” (0,4%).
Per i frontalieri dell’area di Mendrisio l’utilizzo del trasporto pubblico nel 2023 è cresciuto del 2,8% rispetto al 2019. A Lugano è cresciuto del 7,7%, un cambiamento, si legge nel documento con i risultati dell’indagine, «probabilmente dovuto in parte al miglioramento dei servizi di trasporto pubblico e in parte al fatto che questa regione è più lontana dal confine rispetto al Mendrisiotto»; ma anche al fatto che i tempi di percorrenza del TIM (trasporto individuale motorizzato, ndr), comprese le potenziali code sull’autostrada tra Chiasso-Mendrisio e Lugano, costituiscono un ulteriore disagio nel già relativamente lungo viaggio verso Lugano».
Nel periodo preso in esame sono emersi anche cambiamenti nella frequenza dei viaggi casa-lavoro, con un calo dal 79% al 72% dei frontalieri che raggiungono la sede lavorativa cinque volte a settimana, e un aumento del numero di frontalieri che si recano al lavoro quattro volte a settimana: da 8,7% a 16,9%. Nel primo caso, il ricorso al trasporto pubblico nel 2023 è aumentato del 4% rispetto al 2019; nel secondo, l’aumento è stato ancora più marcato: +19% (e -20% per l’utilizzo del trasporto individuale motorizzato).
Un altro capitolo importante è relativo ai frontalieri utenti delle stazioni ferroviarie. Sono in tutto 540 le persone intervistate: il 32,2% per l’area “Italia – asse di Chiasso, il 28,9% per l’area “Italia – asse di Varese, l’1,7% per l’asse di Luino, il 10,2% per Lugano, il 25,4% per il Mendrisiotto (altro 1,7%). Per raggiungere queste stazioni, nel 2023, gli utenti hanno utilizzato soprattutto i veicoli personali (63% con calo del 3,2% rispetto al 2019); hanno fatto ricorso alla mobilità dolce (spostamenti a piedi, in bicicletta o in monopattino) nel 32% dei casi (+4,8%) e al trasporto pubblico nel 4,3% dei casi. Dalle stazioni di destinazione al luogo di lavoro, poi, il ricorso alla mobilità dolce sale all’80%, mentre il ricorso al trasporto pubblico si ferma al 17% dei casi.
E a proposito di mobilità dolce, i frontalieri intervistati, nel 47,7 dei casi hanno dichiarato di possedere una bicicletta o un monopattino (1.006 persone per la provincia di Varese), ma questo dato non influenza la scelta del mezzo con cui recarsi al lavoro. In questo senso sono più rilevanti altre circostanze: il 45% dei frontalieri ha dichiarato di avere a disposizione parcheggi gratuiti, e la quasi totalità degli intervistati (99,4%) possiede almeno una patente di guida. E ancora, il 71% dei frontalieri non possiede un abbonamento al trasporto pubblico; il 24,3% ha un abbonamento Arcobaleno o generale, e l’1,5% un abbonamento a metà prezzo.
Per i frontalieri che dal 2019 al 2023 hanno scelto di usufruire maggiormente del trasporto pubblico hanno inciso soprattutto il miglioramento dei servizi, i costi di benzina o parcheggi, ma anche i cambiamenti relativi al “contesto”: trasloco, cambio di lavoro, conseguenze della pandemia. (Foto di copertina dal sito www4.ti.ch)
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