(Renzo Fazio, dalla pagina Facebook Germignaga, ricordi dal passato) Nella poesia pubblicata la scorsa settimana e dedicata al “Vécc” bruciato il 31 dicembre era menzionato «l’Nicoleto che g’ha l’uficina giò a la Ferada».
Per i più giovani questi nomi dicono probabilmente poco, ma sicuramente più di qualcuno ricorda ancora Nicoletto Picozzi, classe 1911, che teneva un’officina in via Stehli, nei pressi del semaforo in uscita da Germignaga, subentrato alla precedente gestione, in capo ad Antonio Picozzi, specializzata nella produzione di spolatrici e roccatrici per il settore tessile.
Forse per questa ragione Nicoletto Picozzi aveva frequentato nel 1928 un corso di tessitura presso la scuola professionale di Luino, ma poi continuò l’attività siderurgica di pressofusione, variando per alcuni anni la denominazione «STAMPOMETALLO» in società con Semolini e più avanti ancora come «STAMPOTRANCIA» attiva fino alla seconda metà degli anni ’70.
La “Ferada” era invece un’osteria vicina all’officina, gestita dalla famiglia Berutti, anche se in realtà l’esercizio più vicino era un altro: la «Trattoria Boheme con alloggio e giuoco boccie – birre e liquori».
Oltre al lavoro, tutta la famiglia Picozzi aveva però una grande passione: lo sport. Fin dagli anni ‘10 i Picozzi parteciparono a diverse escursioni a piedi con il locale gruppo dell’U.O.E.I. (Unione Operaia Escursionisti Italiani) costituita nel 1911 e confluita obbligatoriamente, nel 1927, nella O.N.D. (Opera Nazionale Dopolavoro).
Nel 1934 sia Antonio che Nicoletto Picozzi, unitamente a Giangiulia, risultano nell’elenco dei soci fondatori della neonata sezione C.A.I. di Germignaga. Il cognome Picozzi ricorre poi nelle prime impegnative salite effettuate su alcune cime delle Alpi svizzere, in Val Formazza e nel gruppo del Rosa.
Nicoletto Picozzi sarà protagonista anche negli anni successivi quando verrà costituito lo «SCI FIOR D’ALPE» con sede in via Huber, 10. Sci da discesa ma anche sci nordico, come attestato da alcune fotografie di ormai qualche anno fa.
Ecco in pochissime righe e qualche immagine, il ricordo dei Picozzi, delle loro attività e delle loro passioni sportive: nell’immagine più grande (vedi foto di copertina, ndr) l’officina rimasta operativa almeno fino alla seconda metà degli anni ’70, all’epoca dello scatto con ancora presente la roggia di alimentazione dei setifici Stehli che la separava dalla strada. In alto a destra una pubblicità degli anni ’30 quando la via era ancora denominata Trieste, in basso a destra Nicoletto Picozzi con il pettorale nr. 48 in una gara di sci nordico disputata nei pressi di Brinzio.
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