Un incontro positivo, che rappresenta un primo passo concreto verso una soluzione alle criticità del ponte sul Tresa, lungo la statale 394 tra Luino e Germignaga. È questo il giudizio del sindaco di Germignaga, Marco Fazio, a proposito della riunione che si è svolta nei giorni scorsi in Prefettura a Varese, alla presenza dei rappresentanti delle amministrazioni locali, della Provincia e di ANAS, per affrontare i problemi legati alla sicurezza dell’infrastruttura in caso di piena del fiume.
Un confronto che arriva dopo anni di segnalazioni e richieste di intervento da parte del territorio. «L’incontro è stato positivo perché ci siamo finalmente rimessi attorno a un tavolo per affrontare questioni che avevamo già sollevato più volte», spiega Fazio, ricordando in particolare la lettera congiunta inviata ad ANAS nel 2022 insieme all’allora sindaco di Luino, Enrico Bianchi. Al centro delle richieste, non soltanto le condizioni del ponte, ma anche la gestione dell’alveo e gli interventi di manutenzione necessari.
Per il primo cittadino di Germignaga, uno degli aspetti più significativi della riunione è stata la disponibilità manifestata dalla Provincia di Varese a partecipare al percorso. «Il tema della viabilità è particolarmente importante e il coinvolgimento della Provincia rappresenta un passo avanti. Parliamo di una questione che non può essere affrontata soltanto dai Comuni, ma richiede la collaborazione di soggetti con competenze e risorse ben più ampie delle nostre».
La novità principale riguarda però l’impegno di ANAS ad avviare uno studio tecnico sul ponte, con l’obiettivo di approfondirne le condizioni e valutare le possibili soluzioni. Un passaggio che Fazio considera importante rispetto ai precedenti incontri istituzionali, compreso quello del 2024 a Villa Recalcati, al quale avevano partecipato anche i ministri Matteo Salvini e Giancarlo Giorgetti.
«Questa volta non ci siamo fermati a generiche dichiarazioni di impegno. ANAS ha avviato un percorso che prevede analisi e approfondimenti sull’infrastruttura. È un elemento importante perché ci consentirà finalmente di avere delle prime risposte tecniche sulle quali ragionare», sottolinea il sindaco.
Accanto alle valutazioni strutturali e idrauliche, resta centrale il tema della gestione delle emergenze e dell’eventuale chiusura del ponte durante le piene. Fazio richiama l’esperienza maturata in dodici anni di amministrazione del territorio, durante i quali si sono presentate più volte situazioni complesse legate all’innalzamento del livello delle acque, in particolare del Margorabbia.
«Abbiamo portato al tavolo anche la nostra esperienza pratica, perché ci sono aspetti che devono essere chiariti, a partire dalla comunicazione tra gli enti e dall’individuazione delle competenze. Quando il Margorabbia sale, chi decide se chiudere il ponte? Come devono coordinarsi Luino, Germignaga e ANAS? Sono questioni che in passato abbiamo dovuto affrontare anche senza avere a disposizione dati oggettivi sufficienti», osserva Fazio.
Proprio sul fronte del monitoraggio, secondo il sindaco, negli ultimi tempi sono stati compiuti alcuni progressi. Tra questi figurano il nuovo protocollo relativo alla gestione della diga di Creva da parte di Green Power e la disponibilità di un idrometro nell’ambito del progetto Interreg, strumenti che possono contribuire a fornire dati più precisi sull’andamento dei livelli idrici.
«Avere informazioni oggettive è fondamentale per valutare l’altezza dell’acqua e prendere decisioni tempestive, soprattutto quando i livelli aumentano durante la notte. Per questo è importante che il percorso avviato in Prefettura prosegua e che vengano coinvolti tutti i soggetti competenti», aggiunge il primo cittadino.
Il quadro, infatti, è particolarmente articolato. Il ponte appartiene alla viabilità della statale 394, di competenza ANAS, mentre la gestione dei corsi d’acqua coinvolge altri enti. Fazio ritiene necessario allargare il confronto alla Regione Lombardia, ad AIPO e a Green Power, considerando le interazioni tra il Tresa, il Margorabbia e la diga di Creva.
«La regia della Prefettura è importante proprio perché permette di mettere tutti attorno allo stesso tavolo. L’obiettivo condiviso è aggiornare il confronto e coinvolgere anche gli altri soggetti interessati, così da affrontare il problema nel suo complesso», evidenzia Fazio.
Un altro aspetto riguarda le dimensioni economiche di un eventuale intervento strutturale. Secondo una prima valutazione indicativa del sindaco, la realizzazione di un nuovo ponte potrebbe comportare una spesa superiore ai 25 milioni di euro. Non si tratta di un preventivo o di una stima progettuale ufficiale, ma di un ordine di grandezza che evidenzia la necessità di individuare risorse e collaborazioni istituzionali adeguate.
In questo scenario si inserisce anche la possibilità di valutare un secondo ponte e le relative opere di collegamento viario, tema richiamato dalla Provincia durante il confronto. Per Fazio, un’eventuale progettazione dovrebbe tenere conto non soltanto dell’attraversamento del Tresa, ma anche delle condizioni idrauliche a monte, degli interventi regionali sui corsi d’acqua e della situazione degli altri ponti presenti nell’area.
Il sindaco richiama inoltre l’opportunità di considerare, nell’ambito di una futura riorganizzazione della viabilità, anche la possibilità di intervenire sull’accesso a Premaggi. Un elemento che, a suo giudizio, meriterebbe di essere approfondito qualora si arrivasse a progettare un’opera di questa portata.
Resta infine la complessità ambientale e idraulica dell’intero contesto. Il comportamento del Tresa e del Margorabbia, le opere presenti a monte e la gestione dei livelli delle acque sono fattori strettamente collegati, che richiedono valutazioni coordinate prima di individuare soluzioni definitive.
«È una partita importante, che richiede la compartecipazione di enti molto più grandi dei nostri Comuni. Noi continueremo a seguire il tema con attenzione, mettendo a disposizione la conoscenza del territorio e l’esperienza maturata negli anni. Ora è fondamentale che il percorso avviato produca elementi tecnici concreti sui quali costruire le prossime decisioni», conclude Marco Fazio.
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