Il volto di una donna con un occhio tumefatto, lo sguardo severo e la mano destra tesa in avanti per respingere gli abusi. Le scritte sullo sfondo, con la parola “basta” riprodotta più volte, per rafforzare il messaggio. Incentrato sul cambiamento. Il tutto è racchiuso in un murale inaugurato ieri, lunedì 25 novembre, su un muro esterno del palazzetto dello sport di Marchirolo, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.
Un’opera voluta dall’amministrazione comunale, realizzata dall’artista Fabio Rech, originario del paese, e presentata dall’artista, dal sindaco Emanuele Schipani e dagli assessori Laura Olivas e Sabrina Callagher agli alunni della terza media di Marchirolo. Ottanta tra studenti e studentesse, accompagnati dai loro insegnanti, hanno risposto all’invito del Comune, e nel parcheggio fuori dal palazzetto hanno ascoltato il discorso del sindaco, dedicato alla ricorrenza del 25 novembre, ma anche al loro futuro.
«Per dire basta alla violenza contro le donne non è sufficiente il lavoro delle istituzioni – ha affermato il primo cittadino – Il cambiamento deve partire da noi, e da voi giovani che siete il futuro. Dire basta – ha aggiunto il sindaco – significa anche avere il coraggio di parlare di questi atti di violenza, di confrontarsi su questo tema ogni giorno, in famiglia, con i professori e con gli amici».
Tenere viva l’attenzione sul fenomeno è il punto di partenza per cambiare le cose. Ne è convinta l’amministrazione comunale di Marchirolo, che per questo motivo ha voluto la realizzazione del murale in un luogo “strategico”, visto che accanto al palazzetto dello sport sorgerà la nuova scuola primaria. «Quando gli alunni entreranno a scuola, ogni mattina, avranno modo di riflettere sul messaggio che arriva da questa opera d’arte», ha spiegato Schipani, prima di chiamare a sé uno degli alunni presenti e di consegnargli la fascia tricolore del primo cittadino, poi indossata dal giovane. Un gesto fatto per provare a trasmettere quel senso di responsabilità che deriva dal rappresentare gli altri seguendo dei valori precisi.
Anche Fabio Rech, visibilmente emozionato, ha condiviso un messaggio con gli studenti, soffermandosi sul significato delle parole e dei simboli che compongono il murale: «L’occhio tumefatto rappresenta la violenza, il gesto della mano indica la volontà di ribellarsi. Le farfalle sullo sfondo indicano la rinascita. E l’intera opera è dedicata alle donne vittime di violenza, ma anche alle future generazioni che dovranno essere protagoniste di un cambiamento».
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