Porto Valtravaglia | 13 Giugno 2024

Porto Valtravaglia, «Quel ponte ferroviario va controllato»

Il sindaco Ermes Colombaroli effettua un sopralluogo in località Monte Sole e scrive ad RFI dopo l'allarme lanciato sui media della svizzera tedesca da un ingegnere

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La segnalazione circa lo stato di un ponte ferroviario a Porto Valtravaglia, pubblicata da un giornale domenicale svizzero, ha impensierito non poco il sindaco Ermes Colombaroli che, ieri mattina, assieme al comandante della polizia locale Alessandro Casali, si è recato sul posto in località Monte Sole.

Lo stesso primo cittadino ha riferito di essere all’oscuro di eventuali problematiche del ponte ferroviario ma, certo, le affermazioni contenute nella “SonntagsZeitung” del 9 giugno scorso con tanto di intervista ad un ingegnere esperto di questo genere di costruzioni, non lo ha lasciato indifferente.

«Non sapevamo nulla prima di ricevere il link del giornale sui nostri telefoni – ha ribadito – e ci siamo così attivati subito non solo andando sul posto ma anche chiedendo a Rete Ferroviaria Italiana delucidazioni circa la segnalazione, l’allarme lanciato dal momento che qui passano numero treni merci ed anche diversi convogli passeggeri durante il giorno».

Ad aver chiesto informazioni al Governo svizzero è stato invece il deputato della Lega dei Ticinesi, Lorenzo Quadri. In un’interpellanza girata anche alla stampa il Consigliere nazionale chiede al Consiglio federale se «risulta che il ponte di Porto Valtravaglia si trovi effettivamente in uno stato allarmante, così come denunciato da fonti giornalistiche?».

Il domenicale zurighese ha ripreso le parole di Heinz Aeschlimann, ingegnere specializzato nella costruzione di ponti. A preoccupare il tecnico svizzero che con la sua grande azienda opera in questo campo, sono le condizioni del pilastro e le “assi” orizzontali su cui poggiano i binari del ponte, condizioni che – dice alla stampa confederata – «mi fanno rizzare i capelli».

Il deputato leghista, nella sua interrogazione, tocca poi un tema molto sensibile che riguarda i soldi che la Svizzera dona all’Italia per opere infrastrutturali ferroviarie che aumentano la capacità di accoglienza e la velocità di trasferimento dei treni merci. «Nel 2014 – scrive Quadri a Berna – la Svizzera decise di finanziare con 133 milioni di franchi la realizzazione del corridoio di 4 metri su quella tratta. Se lo stato precario del ponte denunciato dai media risultasse confermato, non si può escludere il rischio di una chiusura (di lunga durata?) della tratta interessata per i necessari lavori di ristrutturazione».

Chiede ancora al Consiglio federale (CF) «se risulta che il ponte di Porto Valtravaglia si trovi effettivamente in uno stato allarmante, così come denunciato da fonti giornalistiche e, in generale come valuta il CF lo stato di manutenzione della tratta ferroviaria di Luino? Nel caso risultasse effettivamente una negligenza da parte italiana nella manutenzione dell’infrastruttura finanziata dalla Svizzera, che misure intende prendere il CF?», domanda Quadri.

Fin qui il pensiero politico dove Colombaroli non intende “infilarsi”, rispettoso dell’attività politica in casa di altri. «Io mi preoccupo della sicurezza di persone e luoghi, prima di ogni cosa – spiega – ed è per questo che abbiamo iniziato a fare dei passi per avere risposte, avvisando anche le autorità, come la Prefettura. Contiamo di avere presto un sopralluogo tecnico per comprendere meglio quanto segnalato dalla stampa e da questo ingegnere svizzero».

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