Il Comitato “In treno per la memoria”, spinto dall’impegno nei confronti dei giovani e della comunità, nella persona del Segretario Confederale della CISL dei Laghi Albino Gentile e d’intesa con la CGIL Varese, ha proposto all’I.S.I.S. “Città di Luino-Carlo Volontè” di partecipare con un gruppo di studenti e studentesse, accompagnate da docenti formati, all’iniziativa “Un viaggio diverso, una uguale memoria” ai memoriali di Mauthausen, Gusen e al Castello di Hartheim dal 22 al 25 marzo.
Un evento che ha ricevuto lo scorso 8 febbraio il patrocinio da parte della Presidenza della Repubblica per l’edizione 2024.
Il percorso formativo prevede un percorso didattico per le scuole (corso online per i docenti accompagnatori e interessati), un percorso didattico a scuola per docenti e studenti, il viaggio a Mauthausen, Gusen e Hartheim come occasione per affrontare la Storia confrontandosi con le tracce materiali lasciate dal passato e costruire una memoria consapevole e, successivamente, momenti di restituzione dell’esperienza alla comunità scolastica e territoriale.
Nei mesi dicembre e gennaio si è già tenuto il corso per i docenti che, attraverso le lezioni degli esperti Eric Gobetti, Elena Pirazzoli, Claudio Dellavalle e Sara Zanisi hanno approfondito i temi “Una memoria rimossa: il colonialismo italiano”, “I luoghi e la memoria”, “Lavoro”, “Scioperi”, “Deportazione” e “Lavorare sulle biografie tra oralità e testimonianza”.
Il 26 febbraio scorso il professor E. Tedeschi, storico referente della Fondazione Memoria della Deportazione ha invece incontrato gli studenti e le studentesse delle classi seconde del corso automazione – informatica e della classe 5° elettronica automazione, i docenti M. Comeglio, F. Spertini e A. Vanni per la lezione “In treno per la memoria. Formazione per il viaggio a Mauthausen, Gusen e il Castello di Hartheim”.
Dopo aver presentato le persecuzioni naziste come storia plurale, si è ricordato il lungo elenco delle vittime dei crimini nazisti: disabili, oppositori politici, “asociali”, testimoni di Geova, omosessuali, prigionieri di guerra, partigiani, civili dei territori occupati, rom e minoranze etniche, ebrei e la testimonianza di Liliana Segre, bambina espulsa dalla scuola, operaia – schiava nella deportazione che poi ha “conosciuto di nuovo la libertà”.
Lo storico ha poi fornito linee guida e coordinate storico-culturali fondamentali per la affrontare la visita ai campi di sterminio oggetto del viaggio, coinvolgendo le classi e i docenti presenti in una tavola rotonda finale di domande, riflessioni e interventi di forte intensità emotiva che ha confermato come, per questa giovane generazione di ragazzi e ragazze, con le parole di Primo Levi, “se comprendere è impossibile, conoscere è necessario”.
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