Maccagno con Pino e Veddasca | 5 Marzo 2024

Tracce romane in Veddasca: indizi di una necropoli a Lozzo?

La potenziale scoperta è stata fatta dall'archeologo luinese Fabio Cocomazzi e riguarda un lavatoio del 1888 nel piccolo borgo di montagna. «Un lavoro che prosegue da anni»

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A Lozzo, borgo di montagna di Maccagno con Pino e Veddasca, è stato scoperto un monumento del passato che potrebbe nascondere segreti antichi.

L’archeologo luinese Fabio Cocomazzi, infatti, nelle scorse settimane, ha sollevato il velo su una possibile scoperta epocale all’interno di un lavatoio datato 1888, situato a 860 metri sul livello del mare. Ci troviamo nel cuore di Veddasca, dove sembra che questo pittoresco lavatoio nasconda più di quanto gli occhi possano vedere a prima vista.

Il lavatoio, un simbolo della vita quotidiana dell’epoca, rivela un segreto nel suo design. Osservando attentamente, una vasca, una volta destinata al flusso dell’acqua, rivela indizi sorprendenti. Scolpita nella parete e inserita tra le basi dei pilastri d’angolo, questa vasca ha catturato l’attenzione dell’archeologo luinese per anni. La sua struttura, con uno scolo incavato in alto e fori sul fondo, suggerisce qualcosa di più antico di un semplice lavatoio.

Cocomazzi ha avanzato l’ipotesi che la vasca potrebbe essere ciò che resta di un antico sarcofago romano o altomedievale. Questa ipotesi è supportata da precedenti scoperte nella zona, inclusi due frammenti di pareti simili ad anfore romane, recuperati agli inizi del millennio. Inoltre, la posizione strategica dell’area rispetto a una delle antiche vie che conduce a Piero e la vicinanza di un ruscello marginale all’abitato, aggiungono ulteriori elementi al mistero.

Tutti questi indizi porterebbero a ipotizzare che l’area circostante il lavatoio potrebbe essere parte di una necropoli antica, riflettendo molte delle caratteristiche tipiche dei siti sepolcrali di queste valli alpine. Tuttavia, è importante sottolineare che al momento questa è solo un’ipotesi affascinante che richiede ulteriori ricerche e approfondimenti.

«Sono partito da quanto affermavano Mario Bertolone e Leopoldo Giampaolo (due figure che hanno trascorso la vita per la storia e l’archeologia varesine, ndr), sull’itinerario montano che da Bellinzona scende verso Luino e piega verso il lago di Lugano. Ovvero da una linea di toponimi prediali riconducibili alla romanizzazione per la terminazione in -anus», racconta Fabio Cocomazzi.

«Avevo già scritto un articolo nel 2020 sul riconoscimento dell’impianto urbanistico di Campagnano riconducibile ad età romana.
Anche per Musignano sto verificando la possibilità di un area di insediamento oggi abbandonata. Per le altre frazioni sto mettendo insieme vecchie informazioni con gli attuali sopralluoghi come quello di Lozzo», conclude l’archeologo luinese.

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