Valganna | 19 Ottobre 2026

Ganna riscopre la sua storia tra archeologia e lavori pubblici al Prato Airolo

La sorveglianza archeologica sui lavori pubblici ha portato alla luce antiche ceramiche, strutture cascinali e memorie di una fontana scomparsa

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Il Comune di Valganna ha recentemente rinnovato l’area parcheggio e realizzato la casetta dell’acqua presso il Prato Airolo: un intervento che, oltre a migliorare i servizi per residenti e visitatori, ha offerto l’occasione per rileggere la storia di questo angolo del paese.

Trattandosi di lavori pubblici, le operazioni erano soggette a sorveglianza archeologica, affidata alla società Aiko Archeologia e sotto la direzione scientifica della dottoressa Daniela Patrizia Locatelli della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Como, Lecco, Sondrio e Varese.

Sebbene gli scavi non abbiano restituito rinvenimenti monumentali, il cantiere si è rivelato una preziosa finestra sul passato dell’area. Il Prato Airolo porta ancora oggi il nome della famiglia Airolo-Bini, che con un lascito destinò l’area al sostentamento della parrocchia presso la Badia di Ganna. Nel tempo la proprietà è passata al Comune, segnando l’inizio di una nuova vita pubblica per lo spazio che da allora ha attraversato stagioni e trasformazioni di cui ora restano tracce sotto terra.

A seguire scrupolosamente tutte le fasi delle lavorazioni è stato l’archeologo luinese Fabio Cocomazzi, il cui lavoro ha permesso di documentare i diversi momenti della vita del parco.

Gli scavi hanno portato alla luce i resti di strutture cascinali, probabilmente legnaie, e di un vecchio muro a lato della strada provinciale: elementi che, pur non conservati in situ poiché rigettati per livellare l’area, testimoniano la stratificazione di usi e funzioni che si sono succeduti nel tempo. Sono emerse anche le lavorazioni più recenti, tra cui quelle delle varie condotte e della posa del cannone ai margini del parco. Ha fatto sorridere il ritrovamento di un tirafondo – una grossa vite con testa esagonale o quadrata usata per fissare rotaie o piastre di base alle traversine – proveniente con tutta probabilità dai binari del trenino che un tempo transitava sotto la collinetta: un dettaglio che racconta bene i numerosi rimaneggiamenti subiti dall’area del Prato Airolo nel corso dei decenni.

Tra le scoperte più significative dal punto di vista storico figurano la presenza di alcuni frammenti ceramici, tra cui un accumulo più consistente che ha restituito ceramiche rinascimentali databili dal XIV secolo fino agli inizi del XIX. Le indagini hanno inoltre raccolto la memoria di una vecchia fontana dismessa, dotata di pregevoli elementi in pietra scavata per far scorrere l’acqua. Di essa, però, come delle altre strutture emerse, non rimane che il ricordo: ma, grazie alla sorveglianza archeologica, almeno quel ricordo è stato ascoltato e registrato, prima che i nuovi lavori prendessero il suo posto.

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