Cittiglio | 11 Gennaio 2024

Al via la formazione per i futuri tecnici del Centro iperbarico di Cittiglio

Coinvolti quattro professionisti in servizio in ospedale nel progetto finanziato da Regione con due milioni di euro. Quello del Verbano sarà il secondo centro iperbarico pubblico in tutta la Lombardia

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Inizia la formazione per tecnici iperbarici in ASST Sette Laghi, in vista della realizzazione del centro iperbarico di Cittiglio, per il quale Regione Lombardia ha stanziato 2 milioni di euro.

Da ieri, infatti, quattro professionisti in servizio all’ospedale di Cittiglio, accompagnati dal dottor Rosario Giuseppe Cacopardo, anestesista dell’équipe diretta dal dottor Alessandro Bacuzzi individuato come riferimento aziendale in Medicina Iperbarica e Subacquea, stanno seguendo un corso specifico per tecnico iperbarico, la figura specializzata nel condurre e manovrare in condizioni di sicurezza le camere e gli impianti iperbarici, controllarne il funzionamento e somministrare ai pazienti il trattamento iperbarico.

Quello del Verbano sarà il secondo centro iperbarico pubblico in tutta la Lombardia e, grazie alla posizione strategica dell’ospedale di Cittiglio, dotato anche di elisuperficie, sarà al servizio di un’ampia area geografica, ben più estesa del territorio di competenza dell’ASST, sia per i casi in emergenza, sia per quelli da trattare in elezione.

La camera iperbarica è una struttura complessa, un ambiente protetto in cui sottoporre i pazienti ad ossigenoterapia iperbarica (OTI): il paziente respira cioè ossigeno puro in un ambiente che viene portato a una pressione superiore a quella atmosferica. L’OTI va attuata il prima possibile, e quindi in emergenza, nelle malattie da decompressione e nelle embolie gassose arteriose, ad esempio in caso di incidente subacqueo, e nei casi di intossicazione da monossido di carbonio.

Ma questa tecnica terapeutica può essere molto efficace anche in elezione, ad esempio nella cura delle ipoacusie, delle ulcere cutanee nel paziente diabetico e nelle infezioni acute e croniche dei tessuti molli determinate da varie cause: con l’OTI si interviene per risolvere quelle situazioni in cui c’è uno squilibrio, a livello di un tessuto, tra necessità di ossigeno e capacità delle cellule di quel tessuto di utilizzare l’ossigeno apportato dall’organismo. Per patologie come il piede diabetico, ad esempio, il ricorso tempestivo all’OTI comporta una notevole riduzione della morbidità e della mortalità.

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