Negli scorsi giorni, nell’ambito di un’inchiesta in Canton Ticino, è stata arrestata una 42enne slovacca, residente in Slovacchia, sospettata di aver preso parte a tre truffe agli anziani “chiamate shock” nel Bellinzonese e nel Luganese.
Il modus operandi ricalca quello evidenziato a più riprese in passato nelle sue numerose varianti. Negli ultimi casi segnalati, gli autori (spacciandosi per una persona attiva in campo medico o per un agente di polizia) chiedono con insistenza un’importante somma di denaro necessaria a coprire le cure di un congiunto stretto affetto da una grave malattia o incorso in un incidente.
Facendo leva sullo scarso tempo a disposizione (poche ore vista la paventata serietà della situazione), mettono pressione sulla vittima e la spronano a immediatamente consegnare il denaro a disposizione o gli averi custoditi in casa.
La 42enne è stata fermata in flagranza di reato verso le 16 in via Franco Zorzi a Bellinzona, dopo aver appena recuperato la refurtiva a casa di un’anziana della zona. L’arresto è stato reso possibile grazie all’intensa attività investigativa messa in atto dalla Polizia cantonale, che ha portato alla sua identificazione, nonché al conseguente dispositivo di ricerca.
L’ipotesi di reato è di ripetuta truffa aggravata. La misura restrittiva della libertà è già stata confermata dal Giudice dei provvedimenti coercitivi (GPC) e l’inchiesta è coordinata dalla Procuratrice pubblica Margherita Lanzillo. I consigli di prevenzione per non cadere vittima di questa tipologia di raggiri sono consultabili cliccando qui.
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