Nell’ultima seduta di martedì sera, il consiglio comunale di Luino ha costituito formalmente la Comunità Energetica Rinnovabile Luinese, dopo aver espresso il voto sulla bozza di statuto e sulla bozza di atto costitutivo, con le sole astensioni da parte dei consiglieri di minoranza (Artoni, Cataldo e Compagnoni).
L’associazione, che avrà come scopo la realizzazione di Comunità Energetiche Rinnovabili, vedrà inizialmente due soli soggetti, il comune di Luino e ANPCI, ma successivamente alla costituzione, tutti i soggetti interessati potranno fare domanda di adesione.
A presentare il progetto è stato Giuseppe Cutrì, presidente della Commissione Bilancio: «Le Comunità Energetiche Rinnovabili sono gruppi di soggetti che si associano per produrre, consumare e scambiare energia autoprodotta da fonti rinnovabili, in un’ottica di autoconsumo collettivo – ha esordito Cutrì -. Questi soggetti possono essere persone fisiche, piccole e medie imprese, enti locali, enti del Terzo Settore, istituti religiosi ed enti di ricerca».
«L’obiettivo principale di una comunità energetica è generare benefici economici, ambientali e sociali, per i propri membri e il territorio interessato; questo attraverso la riduzione dei consumi energetici, l’aumento della produzione di energia rinnovabile (contribuendo così al contrasto ai cambiamenti climatici), l’aumento dell’occupazione, il contrasto alla povertà energetica», ha continuato il consigliere.
Dal punto di vista normativo, le CER partono dalla Direttiva Europea RED II (2018/2001/UE) dell’11 dicembre 2018, recepita in Italia prima con il Decreto Milleproroghe n. 162/2019 e poi con il D. Lgs. n. 199 del 8 novembre 2021. A seguito di quest’ultimo decreto, a fine febbraio 2023, il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha inviato all’Unione Europea la proposta di decreto che incentiva le comunità energetiche: la proposta era in attesa del via libera della Commissione Europea, via libera arrivato la settimana scorsa, sbloccando risorse per 5,7 miliardi di euro.
L’importanza e i benefici che le Comunità Energetiche generano e, soprattutto, potranno generare in futuro, sono riconosciuti da molte parti e a diversi livelli. «Parto proprio dal sostegno del governo italiano – ha affermato ancora Cutrì -: dopo il via libera della scorsa settimana, citato poco fa, il Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha così commentato: “Siamo di fronte a una svolta, a una nuova fase storica nel rapporto tra cittadini ed energia” ed ha aggiunto “Ora le Comunità energetiche rinnovabili potranno diventare una realtà diffusa nel Paese, sviluppando le fonti rinnovabili e rendendo finalmente il territorio protagonista del futuro energetico nazionale”; lo stesso ministro, in un’intervista al Sole 24 Ore, ha dichiarato di puntare alla nascita di 15mila comunità energetiche».
Il Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) ha stanziato 2,2 miliardi di euro per la promozione delle comunità energetiche nei Comuni con meno di cinquemila abitanti, prevedendo un contributo a fondo perduto fino al 40% dei costi ammissibili con l’obiettivo di realizzare una potenza complessiva di almeno 2 Gigawatt. Enea, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile: nel corso di quest’anno ha creato un’Osservatorio proprio con l’obiettivo di promuovere lo sviluppo delle Comunità energetiche rinnovabili, supportando le pubbliche amministrazioni e i cittadini nelle diverse fasi di realizzazione e gestione.
«Lato Camera di Commercio di Varese, il 26 luglio di quest’anno, con la sottoscrizione dell’atto costitutivo e dello statuto dell’associazione, si è costituita ufficialmente la Comunità Energetica Rinnovabile di MalpensaFiere, ad oggi la più grande in Lombardia, nata su iniziativa e impulso proprio della Camera di Commercio e che vede partecipare, tra gli altri, il comune di Busto Arsizio – ha spiegato ancora Cutrì -. In una dichiarazione apparsa sulla stampa locale, il presidente della Camera di Commercio, Mauro Vitiello, ha sottolineato l’impegno dell’ente in attività rivolte alla Transizione Energetica e all’attività svolta per sensibilizzare e dare informazioni sia alle imprese, sia agli enti locali, sulla costituzione delle CER; l’ente, sempre quest’anno, ha stanziato 160 mila euro per il bando “Transizione Energetica 2023” e tra gli obiettivi c’è quello di accompagnare le imprese allacostituzione e avvio di Comunità Energetiche Rinnovabili».
«Nel febbraio 2022, invece, il Consiglio Regionale ha approvato all’unanimità la legge n. 2 che prevede la “Promozione e sviluppo di un sistema di Comunità Energetiche Rinnovabili (CER)” sul territorio lombardo, con l’obiettivo di favorire l’autonomia energetica della. Successivamente, con deliberazione della Giunta regionale n. 6270 dell’11 aprile 2022, veniva approvata un’iniziativa che promuove la costituzione delle comunità energetiche, iniziativa suddivisa in due fasi: nella prima è stata avviata una Manifestazione di interesse destinata ai Comuni, in qualità di soggetti aggregatori, per la presentazione di proposte di comunità energetiche: i progetti meritevoli di finanziamento passano alla fase 2, nella quale la regione attiverà specifiche misure di supporto finanziario agli interventi. La dotazione finanziaria della misura è pari a 20.000.000 di euro, 10.000.000 sull’annualità 2023 e 10.000.000 sull’annualità 2024», ha detto ancora Cutrì.
«Il Comune di Luino nel maggio del 2022, su iniziativa del Tavolo per il Clima di Luino, ha ospitato un incontro sulle Comunità Energetiche – ha detto ancora Cutrì -. Il 27 aprile di quest’anno, la volontà dell’amministrazione e la collaborazione con il Laboratorio Energia del Tavolo per il Clima hanno portato all’approvazione, in Consiglio comunale, dell’impegno alla costituzione di una CER. Grazie alla preziosissima attività svolta dal tavolo tecnico della Rete per il Clima del Verbano, composto da tecnici dei diversi Tavoli per il Clima e da un consulente Enea, nel mese di maggio il nostro Comune ha presentato la proposta progettuale per la manifestazione d’interesse di Regione Lombardia, citata poco fa, con l’adesione di 55 soggetti sparsi su più comuni ed è notizia della scorsa settimana che la proposta è stata accolta e passerà alla fase 2», ha affermato ancora il presidente.
Lo stesso Tavolo tecnico della Rete per il Clima del Verbano ha affrontato il tema relativo alla figura giuridica da adottare per la costituzione di un CER; dopo diversi incontri con esperti e società di consulenza, la soluzione ritenuta più opportuna è stata quella elaborata e proposta da ANPCI, Associazione Nazionale dei Piccoli Comuni d’Italia, di costituire una CER come Associazione non riconosciuta.
«Questa soluzione, analizzata con i referenti di ANPCI, ovvero i signori Bonetti e Gregori che ringrazio per la disponibilità, la grande competenza e la passione mostrata sul tema delle CER, è stata ritenuta idonea anche dall’amministrazione comunale», ha concluso Cutrì.
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