«Complimenti Lele, mi fa molto piacere, è una splendida bambina e sono sicuro che sarai un ottimo papà. Un abbraccio sincero a te e alla mamma». Con queste parole il professor Giovanni Manserra, scomparso nella giornata di giovedì 23 novembre, augurava il meglio a Daniele Cocco, un giovane allenatore con il quale aveva condiviso una straordinaria esperienza calcistica all’Atletico Luinese, e che a fine ottobre è diventato papà.
La morte del professore ha lasciato un vuoto enorme all’interno della comunità luinese e sono stati tanti, in queste ore, i messaggi e i pensieri condivisi dai cittadini per omaggiarlo e per ricordarlo. Tra questi c’è la lettera inviata alla nostra redazione proprio da Daniele Cocco. Una lettera carica di emozioni, ricordi e commozione.
«Ora ci lasci con la consapevolezza di avere un’eredità importante, di avere l’obbligo di essere brave persone giorno per giorno, di essere bravi papà, bravi mariti, bravi insegnanti e bravi allenatori. La consapevolezza che dovremo fare di tutto per essere brave persone», scrive Daniele.
Ecco la lettera.
Ciao Mister.
Quanti ricordi, quanti aneddoti, quante emozioni che affiorano con la forza di uragano e la delicatezza del battito d’ali di una farfalla in questo momento. Siamo tutti tristi, abbiamo un peso sullo stomaco che dà quella sensazione di non riuscire a mettere in ordine le emozioni, purtroppo la vita è un puzzle complicato ed è essenziale nella sua essenza riuscire a sorridere e valorizzare i momenti belli passati assieme.
Le vittorie, anche troppe, le sconfitte, che però erano una lezione di vita, personalmente sento che anche nei momenti no hai saputo coltivare in ognuno qualcosa di buono, un fiore positivo. Urla, strigliate, sorrisi, risate, aneddoti e soprattutto la capacità di insegnare con semplicità, di dare il giusto “nutrimento” ad ognuno, il singolo per il collettivo e tu a proteggerci tutti, soprattutto davanti ad errori e debolezze.
Che poi, tanti hanno visto solo la scorza dura, anzi, l’hanno solo percepita, perché in realtà era tutta “strategia”, per capire le persone, per vedere come fare per lasciare il segno, almeno è quello che generazioni di ragazzi hanno vissuto, spesso inconsapevolmente.
Quante risate Prof, alle partite in trasferta, in casa quando era goduria vedere squadra e pubblico mentre gongolavi alzando il baffo destro, nascondendo il sorriso. In gruppo tutti per uno e uno per tutti, che poi se uno proprio non era capace o aveva 80 anni non c’era problema.
Ora ci lasci con la consapevolezza di avere un’eredità importante, di avere l’obbligo di essere brave persone giorno per giorno, di essere bravi papà, bravi mariti, bravi insegnanti e bravi allenatori. La consapevolezza che dovremo fare di tutto per essere brave persone.
Buon viaggio Prof.
Buon viaggio Mister.
Ciao Giovanni.
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