6 Luglio 2015

Oltre 1.300 “Casette dell’acqua” in Italia, in cinque anni sestuplicate. Piacciono al 42,5% degli italiani

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Sarà per la crisi, sarà perchè è quasi sempre gratis o costa davvero pochissimo, perchè è attenta all’ambiente, o perchè è buona, refrigerata e gasata, l’acqua del sindaco piace. In soli 5 anni il numero di Casette dell’acqua sparse in tutta Italia è più che sestuplicato: erano 213 nel maggio 2010, oggi se ne contano oltre 1.300 a cui si aggiungeranno le 22 che dissetano i visitatori di Expo (quasi 900mila litri di acqua microfiltrata erogata dopo la fine della manifestazione).

(cityrumors.it)

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In cinque anni sestuplicato il numero di “Casette dell’acqua” nei comuni italiani. I Chioschi d’acqua piacciono, secondo una ricerca Cra (Customized Research & Analysis) commissionata da Aqua Italia, l’associazione delle aziende costruttrici e produttrici di impianti per il trattamento delle acque primarie, anche quando occorre pagare. Ma il costo è davvero irrisorio: in media 5 centesimi al litro per l’acqua refrigerata e/o gasata, contro i 25 centesimi al litro (in media) per la cugina in bottiglia. Così, la propensione ad usare le casette è in crescita: le ama il 42,5% degli italiani (percentuale di coloro che dichiara di usare o voler utilizzare il servizio) e si sale a quasi il 50% nella fascia 18-24 anni, a dimostrazione che le casette dell’acqua sono ancora più apprezzate dai giovani forse anche per la più elevata sensibilità al rispetto dell’ambiente.

Valutando il prelievo annuo di 300.000 litri da un chiosco si ottengono consistenti risparmi. 200.000 bottiglie PET da 1,5 litri in meno; 60.000 kg di PET in meno (30 grammi a bottiglia); 1.380 kg di CO2 risparmiati per la produzione di PET; 7.800 kg di CO2 in meno per il trasporto (stimando una media di 350 km). In Lombardia è più diffusa la consapevolezza dell’esistenza di questo servizio: il 52% degli intervistati dichiara di vivere in un comune dov’è presente un Chiosco dell’Acqua e il 40,7% usa o userebbe il servizio se il comune lo mettesse a disposizione. Fanalino di coda le regioni del sud Sicilia-Calabria-Basilicata, dove solo il 6,7% degli intervistati dice di vivere in un comune dove c’è un Chiosco Acqua, ma ben il 44,8% ne farebbe uso, qualora il comune di residenza lo installasse. La ricerca evidenzia che l’utilizzo o il desiderio di utilizzo delle installazioni è maggiore tra gli abitanti di piccoli comuni (53,1%); la percentuale scende in modo inversamente proporzionale alla dimensione del comune, fino al 35,4% tra i cittadini di comuni sopra i 100.000 abitanti.

Aqua Italia da molti anni promuove il consumo di acqua del rubinetto e la tutelare della salute degli utilizzatori finali. Ha infatti promosso e stilato un Manuale di Corretta Prassi Igienica per la distribuzione di acqua affinata, refrigerata e/o gasata da unità distributive, (validato dal Ministero della Salute nel luglio 2014) con lo scopo di dare agli addetti ai lavori uno strumento informativo, finalizzato a fornire, indicazioni e criteri generali per svolgere al meglio il proprio operato nell’ambito dei Chioschi dell’Acqua pubblici. (ANSA)

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