Dati idro-meteo-climatici alla mano, si può fondatamente affermare che il mese di agosto di quest’anno è stato, senza dubbio, la rappresentazione più fedele dell’evidenza dei cambiamenti climatici in atto e l’Osservatorio Permanente sugli Utilizzi Idrici – riunito stamane presso l’Autorità di Bacino del Fiume Po, a Parma, con le Regioni del distretto del Po, agenzie di monitoraggio e portatori d’interesse – l’ha palesato grazie alle singole narrazioni arrivate puntuali da tutti i territori della pianura Padana attraversati dal Grande Fiume.
I mesi estivi e in particolare gli ultimi trentuno giorni sono stati caratterizzati da molteplici anomalie e trend del tutto altalenanti a dimostrazione dei nuovi mutevoli equilibri climatici, che testimoniano come sia urgente mettere al centro del dibattito istituzionale la necessità di individuare misure idonee a migliorare la resilienza dei territori affinché siano in grado di sopportare efficacemente il repentino cambiamento degli scenari e le criticità che da questi derivano.
Al termine dell’incontro odierno l’Osservatorio ha sancito un generale stato di severità idrica bassa con previsione di precipitazioni, al netto di alcune criticità relative all’approvvigionamento idropotabile nelle province di Cuneo, Alessandria e Piacenza.
Il mese di luglio è stato caratterizzato da precipitazioni importanti sulle aree a nord del Po, seppur con temperature superiori ai valori di riferimento; i primi giorni di agosto sono stati umidi e freschi, a cui sono seguite due settimane di condizioni meteo stabili con temperature sensibilmente superiori ai valori di riferimento.
Nell’ultimo weekend aria più fredda e umida è affluita nel bacino del Mediterraneo, è stato registrato un sensibile calo termico con precipitazioni diffuse, localmente intense ed abbondanti. I volumi regolati per fini irrigui dei Grandi Laghi (Maggiore, Iseo, Como, Idro e Garda) dopo un costante calo nel mese di agosto, a causa dell’assenza di precipitazioni e soprattutto dell’aumento di richiesta di utilizzo della risorsa idrica, ma comunque in linea con i valori tipici del periodo in condizioni generalmente asciutte, hanno registrato una ripresa dei volumi. Ripresa che è risultata essere particolarmente importante per il Lago Maggiore. Le portate nei principali corsi d’acqua del Distretto e del fiume Po registrano valori prossimi o superiori ai valori tipici del periodo.
In Lombardia l’afflusso sui bacini idrici dei corsi d’acqua (pioggia e neve) abbatte il record storico del periodo (periodo di riferimento dal 2006 al 2020). Le precipitazioni degli ultimi giorni di agosto, infatti, hanno toccato i 191 millimetri incrementando notevolmente le portate medie giornaliere in uscita dai Grandi laghi. Si segnala il caso di “piena estiva” tutt’ora permanente, dell’Agogna a Mezzana Bigli, nel Pavese.
Singolare il mutamento del lago Maggiore che, in soli tre giorni, è passato da 38 milioni di metri cubi invasati (26 agosto) a 326 milioni di metri cubi (29 agosto). Rispetto al massimo valore d’invaso disponibile per la regolazione, le percentuali di riempimento sono: 86% per il lago Maggiore, 56% per il lago di Como, 56% per il lago d’Iseo e 65% per il lago di Garda.
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