Prevenire e contrastare i fenomeni legati alle diverse forme di dipendenza, al bullismo e al cyberbullismo, alle diverse forme di disagio sociale minorile e la promozione della legalità: è questo il contenuto del protocollo firmato oggi a Varese tra Prefettura, Provincia, ATS Insubria, ASST Sette Laghi, ASST Valle Olona, Ufficio Scolastico Territoriale di Varese, Università degli Studi dell’Insubria, LIUC, Università Cattolica, Arcidiocesi di Milano, Diocesi di Como, responsabile di Sport e Salute, associazione socio-educativa Ragazzi On the Road e vari enti e uffici pubblici.
Tale accordo mira al rafforzamento delle relazioni interistituzionali e interorganizzative fra istituzioni scolastiche, forze dell’ordine e sistema dei servizi sociosanitari territoriali.
Ma anche al miglioramento della qualità del sistema di intervento e di prevenzione in ambito scolastico attraverso l’integrazione e il coordinamento fra le azioni dei diversi attori sul versante preventivo, al tempestivo accesso ai servizi territoriali, all’adozione di policy preventive e di promozione della salute in ambito scolastico con il coinvolgimento di tutti gli attori in campo (dirigenza, docenti, personale non docente, famiglie e studenti), alla valorizzazione del patrimonio di esperienze e delle risorse in loco e all’utilizzo della formazione congiunta quale strumento principe a supporto del rafforzamento della collaborazione intersettoriale e interistituzionale sia a livello regionale che territoriale.
L’auspicio è che l’intesa possa concorrere a offrire risposte concrete ai fenomeni di disagio, particolarmente diffusi, che richiedono, per una loro ottimale gestione all’interno del contesto scolastico, una costante interazione tra i differenti interlocutori territoriali.
«Regione Lombardia – ha dichiarato l’assessora alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità Elena Lucchini – considera prioritaria la sua azione d’intervento per contrastare il disagio dei minori e promuove percorsi virtuosi di buone prassi, al fine di prevenire fenomeni legati alle diverse forme di dipendenza, bullismo e cyberbullismo.
I protocolli territoriali, ha sostenuto Lucchini, «si ispirano a forme innovative di cittadinanza attiva, impegno e protagonismo dei ragazzi, volte al rafforzamento del ruolo sociale, della responsabilizzazione e del senso di riappropriazione dei luoghi, attraverso di una cultura valoriale improntata al rispetto, alla legalità, alla fiducia e al senso appartenenza».
A Varese «è stata siglata un’alleanza tra istituzioni e comunità educante che ci consentirà di valorizzare al meglio un intervento economico declinato e coordinato sulla scorta delle esigenze e potenzialità delle singole realtà provinciali – ha aggiunto l’assessora – La nostra Regione ha stanziato complessivamente 2.698.000 euro, assegnati alle ATS in base al numero di minori presenti sul territorio risorse che per noi non rappresentano una spesa, ma un investimento sociale sui nostri giovani, sul nostro futuro».
Anche Lara Magoni, sottosegretario alla Presidenza con delega allo Sport e Giovani, è intervenuta a Varese, definendo l’insieme degli enti che ha sottoscritto il protocollo «un gruppo di lavoro straordinario che ha a cuore la responsabilità verso le nuove generazioni. Una responsabilità che Regione Lombardia ha ben presente. I giovani nella nostra regione sono il 20%, a loro dobbiamo molto e mettere in campo tutte le iniziative possibili per affrontare le situazioni di difficoltà. Lavorando insieme, uniti, possiamo vincere. Una fascia di persone consistente, quella dai 15 ai 34 anni, che sta a noi rappresentare al meglio».
«C’è un effetto domino per trasmettere il bene, che quando è condiviso si moltiplica. Con questa iniziativa – ha rilevato Magoni – andiamo verso questa direzione. La legge 4 del 2022 è la prima legge dei giovani, voluta fortemente nella precedente legislatura. In provincia di Varese c’è stato grande riscontro grazie al bando “Giovani Smart”: oltre 3 milioni per mettere a terra progettualità per la partecipazione e inclusione sociale, per aggregare i giovani che hanno difficoltà. Quella gioventù che si è persa per strada, che va aiutata e ascoltata. Siamo in fase di istruttoria anche con il bando “La Lombardia è dei Giovani”, con altri 3,2 milioni, con una serie di interventi in cui crediamo fortemente».
«Anche lo sport, l’attività di base, non l’agonismo, – ha concluso Magoni – potrebbe essere un pilastro fondamentale, un mezzo per contrastare il disagio e far risorgere le persone che perdiamo per strada. Lo sport è unire, agganciare le persone. L’inclusione nel percorso sportivo è fondamentale, importante è la sinergia con chi si occupa di giovani. L’invito che la politica fa è ascoltare le idee, i progetti, le persone, poi si costruisce insieme un percorso e le risorse si trovano. Con il suo linguaggio universale è l’unico strumento per riavvicinare chi è chiuso tra le sue difficoltà».
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