Cassano Magnago | 20 Maggio 2023

Giro d’Italia, a Cassano Magnago Nico Denz firma la doppietta. Maglia Rosa per Bruno Armirail

Finale di tappa combattutissimo tra gli uomini della fuga, con un’intensa bagarre iniziata a 60 km dal traguardo, nel passaggio lungo il lago Maggiore. Terzo l’italiano Alberto Bettiol

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Vittoria numero due, in questo Giro d’Italia, per Nico Denz: dopo la tappa Bra-Rivoli di giovedì 18 maggio, il corridore tedesco della Bora-Hansgrohe, al termine di un serrato inseguimento del terzetto di testa composto dai due italiani Stefano Oldani e Davide Ballerini e dal lettone Toms Skujins (vincitore della Tre Valli Varesine 2018), ha tagliato per primo il traguardo di Cassano Magnago davanti al canadese Derek Gee.

Di quasi venti minuti, invece, il ritardo del gruppo Maglia Rosa che, con un distacco di un minuto e quarantuno secondi, passa dalle spalle del gallese Geraint Thomas a quelle del francese Bruno Armirail. Cambia anche la Maglia Azzurra di leader dei GPM, o meglio ritorna al trentino della EOLO Kometa Davide Bais, vincitore sul Gran Sasso, dopo una breve parentesi di un giorno in possesso di Thibaut Pinot.

Immutati, invece, i detentori della Maglia Ciclamino, il friulano Jonathan Milan, e della Maglia Bianca di miglior giovane, il portoghese Joao Almeida.

Partiti questa mattina da Sierre, dopo la discussa (e accorciata) frazione di ieri conclusasi a Crans Montana, in Svizzera, i corridori hanno affrontato – di nuovo sotto una pioggia battente – il Passo del Sempione per poi scendere a valle e toccare la sponda piemontese del lago Maggiore da Verbania a Sesto Calende, entrando infine nel Varesotto per raggiungere la città natale di Ivan Basso nella quale era fissato il traguardo di questa quattordicesima tappa.

«Oggi mi sentivo benissimo e sono riuscito a entrare di nuovo nella fuga. Siamo stati fortunati a chiudere il gap con i primi proprio all’interno dell’ultimo km – ha affermato Denz poco dopo l’arrivo, raccontando le proprie sensazioni dopo aver trascorso la giornata in fuga insieme ad altri ventotto atleti, prima che iniziasse la bagarre con attacchi e contrattacchi – Mi sentivo ancora fresco e, quando Bettiol ha lanciato il suo sprint, l’ho seguito e poi sono andato full gas fino al traguardo. È stata una giornata molto dura, ma è finita bene per me».

«Non so quale delle due vittorie fosse più difficile da immaginare – ha ammesso in conferenza stampa – La prima è stata pazzesca, ma in qualche modo l’ho sognata ed è accaduta. Ora è successo di nuovo e sono ancora tra le nuvole. Quando ho tagliato il traguardo mi sono chiesto cosa stesse succedendo perché non me lo aspettavo. Sono qui per sostenere i leader della classifica generale e ho vinto due tappe. Non era previsto».

«Il piano di stamattina era più incentrato sulla vittoria di tappa – ha spiegato invece la nuova Maglia Rosa Armirail – Avevamo parlato con il mio compagno di squadra Rudy Molard. Pensavamo che un giorno la Maglia Rosa potesse essere in palio ma non pensavamo che sarebbe stato oggi. Avevo provato a prenderla nella quarta tappa, ma ho avuto una giornata storta. Solo quando Geraint Thomas ha tagliato il traguardo il sogno è diventato realtà nella mia testa. È bello per la squadra dopo il secondo posto di Thibaut Pinot di ieri».

«Non so se questo cambierà la mia carriera, devo essere realista – conclude il francese della Groupama-FDJ – Rimango un gregario e lavorerò ancora per Thibaut Pinot. Lui ha buone possibilità di entrare nella top 10 finale, io no. Anche lui vuole ancora vincere una tappa. Dato che domani l’arrivo non è in salita potrei tenere la Maglia Rosa, soprattutto se affronterò l’ultima salita nel gruppo dei favoriti. Non sapevo che Jalabert fosse l’ultimo francese in Maglia Rosa. Forse ora dovrò imparare qualche parola in più in italiano, non conosco la lingua nonostante la mia ragazza sia di Pordenone».

(Foto © Giro d’Italia – LaPresse)

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