Italia | 12 Maggio 2023

Giro d’Italia, sul Gran Sasso vince Davide Bais e la EOLO KOMETA festeggia

Il 25enne trentino, in fuga con Simone Petilli e Karel Vacek, ha tagliato per primo il traguardo di Campo Imperatore. Nessun attacco e nessuno scossone in classifica, Leknessund ancora in Rosa

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Dopo la seconda, con la vittoria in volata di Jonathan Milan al termine della Teramo-San Salvo, anche la settima tappa del Giro d’Italia numero 106 parla italiano: sul traguardo innevato di Campo Imperatore, sul Gran Sasso, è passato per primo il trentino dell’EOLO KOMETA Cycling Team Davide Bais.

La prima vittoria da professionista per il 25enne di Rovereto è arrivata al termine di una lunghissima fuga di quasi 200 chilometri insieme a Karel Vacek (Corratec Selle Italia) e a Simone Petilli (Intermarché – Circus – Wanty), giunti rispettivamente secondo e terzo, e gli ha portato in dote anche la Maglia Azzurra, tolta dalle spalle di Thibaut Pinot.

Nessun “fuoco d’artificio”, a dispetto delle tante attese dei tifosi che si aspettavano una tappa esplosiva almeno nel finale, da parte del gruppo dei migliori, che ha lasciato andare i tre fuggitivi e ha scalato la prima vera salita di questa Corsa Rosa senza dar vita ad attacchi che mettessero in discussione la classifica generale.

Ancora in Maglia Rosa, dunque, pur se con un vantaggio di soli 28” sul campione del mondo Remco Evenepoel (Joao Almeida è a 1”, Primoz Roglic a 1’12”), il giovane portacolori del Team DSM Andreas Leknessund: «Abbiamo controllato la situazione, mi aspettavo degli attacchi che non ci sono stati perché c’era vento contrario – ha spiegato il 23enne norvegese – Mi sentivo bene a salire qui con i favoriti della classifica generale. Sono felice di aver conservato la Maglia Rosa. Era il mio obiettivo».

«Finalmente è arrivata la mia prima vittoria da professionista – ha dichiarato Bais poco dopo l’arrivo – È stato inaspettato perché sono andato in fuga per prepararmi all’attacco di Lorenzo Fortunato. È stato lui a ispirare la nostra squadra per puntare a una vittoria in una tappa di montagna, visto che l’ha ottenuta al Monte Zoncolan due anni fa. Nel finale sapevo di essere il più veloce e ho aspettato che arrivasse il mio momento per fare l’ultimo sforzo».

Una vittoria che il corridore trentino dedica al compagno di squadra Arturo Gravalos, che sta combattendo con un tumore al cervello, alla fidanzata, alla famiglia e a tutta la squadra «perché siamo una squadra che lavora bene e ci tenevamo tantissimo a vincere. E chissà che da qui alla fine qualche mio compagno non possa regalarci un’altra vittoria. Io – conclude – cercherò di difendere questa Maglia Azzurra il più possibile, perché è una maglia bellissima. Alla fine io e Ivan Basso ci siamo abbracciati e anche lui era contentissimo, Ivan e Alberto Contador sono sempre stati i miei idoli e averli in squadra è una cosa incredibile. Cos’ho pensato sul traguardo? È un sogno».

«Una vittoria forse inaspettata, ma sicuramente cercata e voluta: Davide – aggiunge Ivan Basso, Sport Manager del team che ha la sua sede italiana a Besozzo – è un giovane che abbiamo preso da una delle migliori formazioni giovanili e abbiamo fin da subito cercato di migliorarlo lavorando su di lui. Il nostro Giro è iniziato benissimo, abbiamo sempre portato a casa un piazzamento con Albanese e con Maestri e adesso ecco questa vittoria: abbiamo sempre attaccato, il Giro d’Italia è la corsa più bella del mondo ed è nostro dovere onorarla. E di certo, non ci fermiamo qui».

Domani ad attendere i corridori ci sarà una tappa mossa, tra continui saliscendi, da Terni a Fossombrone: ci sarà ancora libertà per la fuga, con i migliori che vorranno risparmiare le forze in vista della cronometro di domenica da Savignano sul Rubicone a Cesena? (Foto © LaPresse)

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