Polemiche a Brebbia per le condizioni in cui si trova il ponte ciclopedonale in località Bozza.
La struttura, un riferimento per tanti appassionati di bicicletta e trekking, è inagibile dallo scorso agosto, cioè da quando il sindaco Alessandro Magni era stato costretto a dichiararne la pericolosità per gravi problemi di tenuta. Dopo quasi un anno la situazione non è cambiata e alcuni cittadini, via Facebook, si sono scagliati contro gli amministratori, accusandoli di aver abbandonato il sito.
A negare questo scenario è direttamente l’amministrazione, che sempre via social network fa luce sulla lunga trafila di verifiche attuate per capire esattamente come intervenire sul ponte. E da queste verifiche è emersa una difformità tra il progetto originario (risalente al 2011 e condiviso dai Comuni di Brebbia e Besozzo, con un investimento complessivo di 60mila euro) e le opere poi effettivamente eseguite.
«Sono stati previsti in progetto quattro sistemi in acciaio per il fissaggio delle travi principali alle fondazioni – si legge in un passaggio della nota firmata dall’amministrazione comunale – ne risultano realizzati solo due con caratteristiche non coerenti al progetto». Si tratta soltanto di una delle diverse incongruenze tecniche messe in evidenza dall’amministrazione grazie ad una meticolosa verifica affidata ad un professionista, e predisposta insieme ad una nuova progettazione che, ovviamente, ha richiesto tempo per correre ai ripari ed evitare nuove falle nella tenuta del ponte, dopo quelle causate, in sintesi, dalla mancanza di protezioni e dalla scelta dei materiali.
Ad aprile la giunta Magni ha approvato il piano di ristrutturazione del ponte. Ora manca soltanto l’autorizzazione della Regione Lombardia ad intervenire nei pressi di un corso d’acqua – il fiume Bardello – di competenza dell’ente di livello superiore. Poi i lavori potranno iniziare.
Resta sotto monitoraggio anche l’area Bozza, alla quale il ponte si collega. Qui in passato alcuni cittadini hanno lamentato dei problemi con l’abbandono di rifiuti. In questa zona passerà il primo tratto di ciclopedonale per unire il lago Maggiore ai laghi di Varese e Comabbio.
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