La collaborazione tra le squadre Cacciatori dell’Arma e i carabinieri del Varesotto, annunciata nelle scorse settimane come misura per rafforzare l’impegno delle istituzioni nella lotta allo spaccio dei boschi, continua a produrre risultati.
Nella giornata di ieri un marocchino di ventiquattro anni, con numerosi precedenti penali e che viveva in clandestinità dopo essere stato raggiunto da una ordinanza di misura cautelare in carcere, è stato arrestato nei boschi del Luinese, a sud di Bivigilione – frazione di Luino – oggetto di una attività di perlustrazione anti spaccio che si è svolta anche nella vicina area boschiva a ridosso del fiume Tresa, e che è stata disposta dal Comando provinciale dei carabinieri di Varese e coordinata dai carabinieri della città lacustre.
Nell’area al confine con la Svizzera era stata segnalata la presenza di nuovi bivacchi di pusher. E la risposta dei carabinieri non si è fatta attendere. Lo studio del territorio, anche grazie all’impiego della topografia, ha permesso alle squadre Cacciatori di individuare due importanti bivacchi: uno collocato in una zona particolarmente impervia, allo scopo di riparo notturno e per consentire agli spacciatori di soggiornare, e un altro – non lontano – utilizzato per la preparazione e lo smistamento degli stupefacenti. Da qui i pusher avevano inoltre la possibilità di raggiungere il bordo strada, tra le curve in uscita da Biviglione, per incontrare gli acquirenti e vendere loro le dosi.
I due bivacchi sono stati smantellati con il contributo della Protezione civile di Luino, e il ventiquattrenne, dopo una breve fuga nella boscaglia, è stato arrestato e accompagnato negli uffici del Comando carabinieri di Luino per le operazioni di foto-segnalamento, alle quali ha fatto seguito la traduzione, in tarda serata, al carcere di Varese.
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