Sabato 18 marzo, alle 17.30, si torna a parlare di libri e cultura presso la Biblioteca Civica di Luino.
Protagonista del pomeriggio sarà Paolo Bona, che presenterà il suo libro fotografico “Spiriti liberi”.
Una presentazione che sarà accompagnata anche da una mostra fotografica, già visitabile nella galleria della biblioteca.
L’autore, sabato, illustrerà il suo lavoro seguendo le tappe del percorso compiuto attraverso un luogo simbolico, quello della strage di Marzabotto, in cui la scoperta della presenza silenziosa dei monaci è una testimonianza di amore per le vittime e di misericordia per i carnefici.
All’inizio è stata la Memoria, quella storica, a condurmi a Monte Sole.
Volevo vedere con i miei occhi i luoghi della strage di Marzabotto.
Delle frazioni di montagna bersaglio del rastrellamento delle S.S. tedesche nell’ottobre del 1944 rimangono in piedi solo
ruderi, nel mezzo del silenzio dei boschi. Non vi abita più nessuno. Salendo la strada, sono arrivato alla chiesa di Casaglia, meglio dire di quel che ne resta. Qui si era rifugiata la popolazione: donne, vecchi e bambini, riuniti intorno al loro parroco don Ubaldo Marchioni. La speranza di salvarsi è svanita subito: al loro arrivo i tedeschi hanno ucciso per primo il prete ai piedi dell’altare e costretto tutti gli altri a marciare dentro al cimitero, che si trova qualche centinaio di metri più a monte. 195 anime falciate con le mitragliatrici e le bombe a mano.
Gli ordini di Adolf Hitler erano stati chiari: “Dobbiamo essere crudeli, dobbiamo esserlo con tranquilla coscienza, dobbiamo distruggere tecnicamente, scientificamente”.
Dal 29 settembre al 5 ottobre del 1944 le S.S. tedesche, con l’aiuto dei fascisti italiani, uccisero 1.836 persone, inclusi 250 bambini, compiendo uno dei più gravi crimini di guerra contro la popolazione civile, colpevole di assecondare la resistenza partigiana. Quando altri visitatori hanno varcato il cancello del cimitero, sono rimasto sorpreso, non ero più solo. Usciti dal cimitero, li ho seguiti timidamente e così ho scoperto che qualcuno abitava in quel bosco.
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