Lunedì 20 aprile è stato organizzato un incontro aperto alla cittadinanza con la magistrata Annamaria Frustaci alla Biblioteca Civica di Luino, nato grazie alla collaborazione tra la biblioteca stessa e l’Istituto Comprensivo “Bernardino Luini”.
Annamaria Frustaci è una magistrata e scrittrice che da anni si impegna nella lotta contro la criminalità organizzata. Durante la sua carriera ha lavorato alla Procura di Reggio Calabria e nel pool antimafia di Catanzaro, indagando i rapporti tra criminalità organizzata, politica e imprenditoria. Adesso vive da alcuni anni sotto protezione come ricompensa del suo impegno.
Anche le sue due opere, La ragazza che sognava di sconfiggere la mafia e Un sole che mai tramonta, raccontano della mafia e delle stragi mafiose degli anni Novanta che hanno profondamente segnato l’Italia, tra cui rientrano gli attentati che portarono alla morte di Falcone e Borsellino (1992) e la strage di via dei Georgofili a Firenze (1993).
I racconti, editi da Mondadori, sono indirizzati principalmente a un pubblico di giovani lettori e al loro interno riescono a intrecciare memoria, educazione civica e fiducia nella giustizia. Sono infatti un buono spunto per insegnare ai ragazzi che è possibile lottare per le proprie idee e per la giustizia.
La magistrata Frustaci sarà presente in città dal mattino, durante il quale incontrerà in loco alcune classi dell’ICS “Bernardino Luini”. Nel pomeriggio, invece, terrà un incontro aperto al pubblico, con ingresso libero, organizzato grazie al patrocinio della Città di Luino e del Consiglio comunale delle ragazze e dei ragazzi.
L’incontro sarà occasione di riunione e discussione sui temi della giustizia, della legalità e dell’impegno civile. Servirà anche come momento ideale per porre una domanda molto importante: “A cosa serve parlare di mafia oggi, a Luino?“.
L’educazione è da sempre una delle armi più potenti contro la criminalità organizzata, e come sosteneva anche il magistrato italiano Antonino Caponnetto, anche lui impegnato nella lotta contro la criminalità organizzata: «La mafia teme la scuola più della giustizia».
Tramite questo evento si punta proprio a parlare di questo tema «per educare alla responsabilità, alla legalità quotidiana, alla consapevolezza che la mafia è un fenomeno che si nutre di silenzi, indifferenza e scorciatoie culturali», spiegano gli organizzatori.
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