Nel secondo trimestre di quest’anno le bollette della luce potrebbero segnare un calo di «oltre il 20%»: la stima è del presidente di Arera Stefano Besseghini.
«Avevamo già intercettato in parte questa diminuzione a dicembre del -19,4% sull’elettrico e credo che ci sarà una discesa anche nel prossimo trimestre: sarà realisticamente significativa, almeno corrispondente a quella di dicembre se non superiore». Mentre la tariffa relativa al gas, ha aggiunto, «va con le sue dinamiche mensili, quindi non ha più senso domandarsi quale sarà la prospettiva. A inizio aprile fisseremo marzo e sarà probabilmente ancora in leggera discesa».
Alla luce della diminuzione dei prezzi energetici, per Besseghini «è giusto modulare» gli aiuti del Governo per le bollette di luce e gas: «Adesso che i prezzi stanno scendendo, anche gli effetti di questi aiuti è giusto modularli con l’andamento del prezzo. La situazione economica generale è diversa da gennaio 2021, quando è iniziata l’escalation dei prezzi: l’inflazione ha morso molto di più, gli stessi operatori sono stati esposti molto di più e ci sono da bilanciare diversi effetti».
Una riduzione delle bollette della luce del 20% produrrebbe un risparmio annuo pari a 287 euro a famiglia rispetto alle tariffe oggi in vigore, afferma Assoutenti, commentando le previsioni di Arera: «Con un taglio delle tariffe del 20% la bolletta media del mercato tutelato scenderebbe a quota 1.147 euro annui a famiglia, con una minore spesa a prezzi costanti pari a 287 euro a famiglia – spiega il presidente Furio Truzzi – Un risparmio tuttavia solo ipotetico perché il prossimo 31 marzo scadrà l’azzeramento degli oneri di sistema e le altre agevolazioni previste dal Governo sulle bollette. In caso di mancata proroga della misura, la reintroduzione di oneri e Iva peserebbe per 386,37 euro annui a famiglia, portando a partire da aprile la bolletta della luce a crescere, sulla base delle attuali tariffe, del +27% rispetto alle tariffe odierne. Per questo chiediamo al Governo di prorogare il taglio di Iva e oneri di sistemi fino a che le tariffe di luce e gas non saranno tornate ai valori del 2020», conclude.
Una richiesta, quest’ultima, sottolineata anche dal Codacons: «Qualsiasi riduzione delle bollette è una buona notizia per i consumatori, ma il Governo deve dare un segnale sul fronte dell’azzeramento degli oneri di sistema, considerato che, a pieno regime, pesano per circa il 22% sulle bollette elettriche degli italiani».
«Ricordiamo al Governo – spiega il presidente Carlo Rienzi – che, anche in presenza di una riduzione delle tariffe del 20%, le bollette della luce risulterebbero nel secondo trimestre del 2023 più care del 104% rispetto allo stesso trimestre del 2021, quando il prezzo dell’elettricità sul mercato tutelato era pari a 20,83 centesimi di euro per kilowattora. Una differenza che, in termini di spesa, equivale ad un aggravio sulla bolletta annua della luce pari a +585 euro a famiglia, e che deve portare l’esecutivo a prorogare il taglio di oneri di sistema e Iva in bolletta».
«In ogni caso l’emergenza sarebbe ben lungi dall’essere finita – aggiunge Marco Vignola, responsabile del settore energia dell’Unione Nazionale Consumatori – Il prezzo della luce infatti sarebbe più del doppio rispetto al corrispondente periodo del 2021, quando la fattura sarebbe stata pari solo a 541 euro, ben 606 euro in meno. Per questo il Governo deve rinnovare tutti gli sconti in scadenza al 31 marzo, dall’azzeramento degli oneri di sistema all’Iva sul gas al 5%. Sarebbe un autogol per il Paese non farlo, una Caporetto per gli italiani. Urge anche rinviare la fine del mercato tutelato della luce, che per i condomini e le associazioni, è prevista tra meno di un mese, il 1° aprile 2023, solo perché incomprensibilmente sono considerati microimprese».
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