È stata una campagna elettorale intensa per Luca Ferrazzi, candidato consigliere alle elezioni regionali per la Lista Moratti Presidente. Ha colto rassegnazione e questo l’ha colpito, ma anche voglia di capire e credere in un futuro diverso.
«Cambiare si può – sottolinea – ho spiegato alle persone la bontà del progetto di Letizia Moratti che è un progetto politico che non si fermerà il 14, dopo il risultato delle elezioni regionali, e devo dire che ho trovato nelle persone tanta predisposizione all’ascolto». Ferrazzi è dunque ottimista, anche se «sì, molte persone non si sono interessate o dicono che non andranno a votare. Credo che in particolare l’atteggiamento assunto da Fontana di sfuggire a tutti i dibattiti televisivi sia sintomatico, da un lato sicuramente del poco che ha da dire rispetto al bilancio delle cose fatte in questi 5 anni, tuttavia è un segno bruttissimo che determina poi un allontanamento della gente alla politica. L’unica che ha avuto il coraggio di fare il confronto tra i candidati presidenti è stata Lucia Annunziata con la sedia vuota di Fontana».
Per Ferrazzi, anche ciò conferma che i lombardi hanno bisogno di un’alternativa, «con una persona che vuole dedicarsi alla Regione Lombardia – prosegue – Abbiamo cercato, come dovrebbe fare la politica, di avvicinarci ai problemi da risolvere, non ai tagli dei nastri. Loro continuano a parlare della Lombardia delle eccellenze ma, lo ripetiamo, lo è nonostante l’istituzione Regione, non grazie ad essa».
Che all’atto pratico i problemi rimangano irrisolti, lo dimostra anche la provincia di Varese: «Mi ricordo di quando ho iniziato a fare politica e si parlava della necessità dell’urgenza di infrastrutturare il nord della provincia e di essere vicini alle imprese produttive alle prese con il problema della Svizzera e del frontalierato, ma dopo anni questi problemi sono ancora tutti lì. Bisogna invece trovare delle soluzioni. Il nostro programma è assolutamente puntuale e chiaro su questi temi a partire dal pendolarismo: bisogna mettere a bando internazionale il trasporto ferroviario regionale, ora gestito da Trenord. Oggi la situazione purtroppo è peggiorata, è una questione di rispetto per le persone e poi le lungaggini hanno ripercussioni sull’economia».
C’è inoltre il tema dell’autonomia: «Ogni 5 anni viene rispolverata per rimetterla nei cassetti il giorno dopo, ma è ora che venga realizzata e soprattutto di ripensare alle regioni come un ente in grado di programmare, non di rincorrere i bisogni elettorali».
Guardando ancora al territorio, oltre alla già citata questione sanitaria, ecco Malpensa, «da anni se ne parla come della grande potenzialità e grande risorsa, sicuramente è stata l’opera più importante degli ultimi anni quarant’anni, poi ci sono state anche in questo caso troppi campanilismi, ci siamo messi a proporre l’hub di Malpensa quando tutto il resto dell’Europa dismetteva la questione hub. Siamo riusciti a mantenere la base di Alitalia a Roma invece di portarla a Malpensa e c’è la questione dell’integrazione di Linate, che continua a erodere». Senza contare che «attorno all’aeroporto si stanno realizzando grandi opere, come nel caso della linea ferroviaria, con fortissimo impatto ambientale che arrivano in assoluto ritardo e forse oggi non sono neanche così prioritarie».
L’ultimo appello di Ferrazzi riguarda la natura stessa di queste elezioni: «Bisogna comprendere davvero che non si sta scegliendo in questo caso tra schieramenti partitici, ma fra tre candidati presidenti. Letizia Moratti ha un gradimento personale superiore a Fontana e questo lo dicono tutti i sondaggi. Mi auguro che la gente faccia questa differenza. Secondo me Attilio Fontana è inadeguato al ruolo di presidente e spero che i cittadini comprendano questo aspetto e riconoscano quanto nei fatti, non nelle promesse, ha fatto Letizia Moratti. Fino a qualche mese fa era ritenuta anche dal centrodestra addirittura la persona migliore, mi ricordo le dichiarazioni di Giorgia Meloni sulle capacità di Letizia Moratti per la candidatura a presidente della Repubblica, oggi fa sorridere che qualcuno la identifichi come una compagna di sinistra».
Con un impegno finale: «Cercheremo fino all’ultimo di spiegare che la Lombardia ha bisogno di un presidente che sia attento alle esigenze del proprio territorio».
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