Si terrà domani, venerdì 3 febbraio, alle 20.45, nella sala di piazzale Luraschi, il primo dei tre incontri del ciclo “Bulli o mediatori” organizzato a Porto Ceresio dall’amministrazione comunale, dalla parrocchia di Sant’Ambrogio e dall’Istituto Comprensivo “E. Fermi”.
Alla serata sono invitati tutti i cittadini, ma in modo particolare genitori di alunni di ogni ordine di scuola, educatori, alunni delle superiori e tutti coloro che desiderano approfondire la conoscenza del tema.
«Ascolteremo la testimonianza del padre di Carolina, morta suicida a causa del bullismo», spiegano gli enti organizzatori, con l’obiettivo di «sensibilizzare i ragazzi e la comunità educante rispetto alle conseguenze del cyberbullismo».
Il dottor Paolo Picchio sarà accompagnato, nel corso della serata, da un formatore esperto in tematiche educative e l’incontro con gli adulti sarà preceduto, al mattino, da un incontro dedicato agli alunni delle medie.
Paolo Picchio, dopo il tragico evento che ha segnato la vita di sua figlia Carolina, ha scelto di impegnarsi per raccogliere il messaggio lanciato dalla figlia nella sua lettera d’addio: “Le parole fanno più male delle botte. Ciò che è accaduto a me non deve più succedere a nessuno”.
Il suo impegno ha quindi portato il papà di “Caro” in 16 regioni italiane, dove ha incontrato migliaia di studenti. Picchio è stato inoltre protagonista, con la sua testimonianza, delle ultime edizioni del Safer Internet Day, la Giornata europea dedicata alla sicurezza in Rete e si è battuto fortemente per l’approvazione del disegno di legge per la prevenzione e il contrasto del cyberbullismo, che nel giugno 2017 è diventato ufficialmente legge dello Stato.
Collabora, inoltre, con il Centro Nazionale di Prevenzione e contrasto al cyberbullismo e ai fenomeni illegali della rete, voluto dal Ministero dell’Istruzione e intitolato a sua figlia, e ha incontrato in Vaticano Papa Francesco, da sempre attento al tema del bullismo digitale, che ha benedetto il centro e avviato un percorso di collaborazione tra Fondazione Carolina e Fondazione Scholas Occurentes.
In ognuno degli incontri che tiene in tutta Italia, il dottor Picchio torna a chiedere più consapevolezza da parte dei ragazzi, più responsabilità per le famiglie e le scuole, insieme per dire no a bullismo e cyberbullismo.
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