Da quando una buona fetta della sua quotidianità da pensionato è stata assorbita dalle escursioni nei boschi e dalle camminate a bordo strada, a caccia di rifiuti abbandonati, Ermanno Masseroni, fondatore del collettivo Amo Madre Terra, utilizza i suoi giri in bicicletta tra le valli dell’alto Varesotto per quantificare il livello di degrado nei punti più sensibili dei vari paesi, e capire dove organizzare le prossime uscite.
«Di recente sono passato di qui – ha raccontato mercoledì sera nell’aula consiliare del Comune di Marchirolo, dove è stato invitato a parlare di volontariato e rifiuti – e ho notato ben due spazzini impegnati a pulire con la loro attrezzatura. Si tratta di una cosa rara e quindi vi devo fare i miei complimenti per come vi prendete cura del paese. Ma tutto questo non basta».
Non basta, ha spiegato Ermanno, perché tanta gente – nonostante gli sforzi dei volontari come lui – continua a considerare lo spazio pubblico come un’enorme discarica a cielo aperto. Non sono stati sufficienti a cancellare l’odiosa abitudine i 2.000 sacchi riempiti dai volontari di Amo Madre Terra nel 2022, con 114 chilometri di bordo strada battuti e ripuliti.
Le dimensioni del problema non sono diminuite. E poi ci sono gli effetti generati dallo spaccio di droga nelle stesse aree boschive dove i volontari raccolgono la sporcizia, che aumenta proprio a causa della presenza dei pusher e della loro attività. Ignoranza e delinquenza sono due facce della stessa medaglia, assicura Masseroni, ed è per questo che il suo gruppo, insieme a Movimento Alternativo, sta incontrando le amministrazioni comunali delle valli per cercare una sponda istituzionale utile a migliorare gli effetti del lavoro svolto gratuitamente, con il solo fine di mettersi a disposizione della collettività per fare qualcosa di buono.
Più efficienza ma anche l’ambizione di contribuire ad una vera svolta, liberando i boschi dai pusher e dall’immondizia. Come? Attraverso un progetto da sviluppare insieme ai sindaci e ai Consigli comunali. E’ quello che chiede Movimento Alternativo, come ha spiegato, sempre in assemblea a Marchirolo, il responsabile per la sicurezza del gruppo, Matteo Bariani, che è anche consigliere a Masciago Primo, una delle zone periodicamente interessate dal via vai attorno ai bivacchi della droga. Come Marchirolo, del resto, tanto che – per citare uno dei casi più gravi – è attualmente in corso in tribunale a Varese un processo per tentato omicidio legato proprio allo spaccio nei boschi situati a ridosso del borgo (clicca qui).
«Chiediamo di organizzare degli incontri periodici con i sindaci, le associazioni locali e i gruppi di protezione civile – ha sottolineato Bariani – per mettere a fuoco la situazione, unire le forze e arrivare alla definizione di un progetto articolato e condiviso da presentare agli organi superiori».
Diversi gli interventi arrivati dal tavolo consiliare dopo le relazioni dei due ospiti. Interventi che hanno messo in luce l’attenzione alla problematica da parte degli amministratori marchirolesi, consapevoli di dinamiche e conseguenze dell’abbandono di rifiuti e dello spaccio. «Grazie per quello che fate per il territorio – ha affermato il sindaco Emanuele Schipani – avete idee interessanti e organizzare incontri con le comunità locali per parlare di questi temi è sempre una cosa utile. Noi, come istituzione, cerchiamo di sensibilizzare e proporre iniziative incentrate sull’ambiente, partendo ad esempio dal coinvolgimento dei bambini, che è fondamentale».
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