Cinesi residenti in Italia o di passaggio come turisti, prevalentemente di età compresa tra i 16 e i 65 anni, con pochi sintomi o del tutto assenti. Su 212 soggetti testati, un totale di 97 positivi: quasi uno su due.
Questo l’identikit delle persone sbarcate negli scorsi giorni all’aeroporto di Malpensa, dove la locale Ats, su indicazione di Regione Lombardia, aveva già iniziato ad eseguire tamponi – su base volontaria – alle persone in arrivo dalla Cina, prima delle decisione del Ministero della Salute, arrivata ieri, di passare dall’accertamento facoltativo a quello obbligatorio in tutti gli scali italiani, a causa del nuovo boom cinese di contagi.
A parlare di numeri e del quadro attuale sulla nuova emergenza Covid, in un’intervista al Corriere della Sera, è l’assessore al Welfare di Regione Lombardia, Guido Bertolaso, dal quale si apprende che i soggetti risultati positivi a Malpensa sono ora in isolamento, e che nel frattempo si è passati al tracciamento dei loro contatti stretti.
La priorità, come già ribadito più volte da diversi esperti, è tenere il virus sotto controllo, sequenziarlo il più possibile per verificare l’eventuale presenza di nuove varianti. Varianti diverse da Omicron, che nell’ultimo anno è stata la più diffusa nel nostro Paese. Il timore delle istituzioni sanitarie, a livello globale, è che ora possa diffondersi una variante diversa da quelle già conosciute, e potenzialmente in grado di superare le barriere protettive date dagli attuali vaccini.
Già nelle prossime ore, fa sapere Bertolaso al Corriere, potrebbero arrivare i primi riscontri sull’analisi dei tamponi effettuati a Malpensa che hanno dato esito positivo. Per iniziare a riflettere, utilizzando dati certi, sulla portata di questa nuova ondata di contagi partita dalla Cina.
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