Dumenza | 20 Dicembre 2022

Tra Luino e Dumenza un nuovo impianto idroelettrico: dubbi e perplessità

Venerdì sera il consiglio comunale di Dumenza, tramite una delibera, si è opposto alla domanda di concessione di derivazione acqua. Insorgono anche i pescatori: «Decisione folle»

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Tra Dumenza e Luino nascerà un nuovo impianto idroelettrico, lungo il torrente Colmegnino: a realizzarlo sarà la Società Idroelettrica Valle dei Mulini S.r.l.. L’azienda con sede in provincia di Brescia ha ricevuto l’autorizzazione dalla Provincia di Varese, dopo che lo scorso 4 gennaio aveva presentato domanda per la concessione di derivazione acqua dal corso d’acqua indicato, per un uso idroelettrico, comprendendo opere connesse ed infrastrutture indispensabili per la realizzazione.

Da quanto si apprende, in base ai documenti redatti da Villa Recalcati, l’impianto idroelettrico ad acqua fluente (portata media 61,15 l/s e portata massima 160 l/s) ad alto salto (276,72 m) avrà una potenza nominale di 165,9 kW e sarà costituito da diverse opere.

Il primo intervento riguarda la presa con griglia coanda, particolare tipo di schermo per la captazione di acqua in torrenti o canali, che sarà installata a tergo di una traversa esistente in località Due Cossani di Dumenza. A questa si aggiungerà «un breve canale di derivazione a pelo libero con annesso dissabbiatore/vasca di carico e locale controllo, una condotta forzata interrata DN 500 da posare in parte in aree prative o boscate ed in parte su strade pubbliche, un edificio centrale su unico piano nel Comune di Luino, che ospiterà un gruppo di produzione, trasformatore, locale misure e cabina elettrica, e infine una breve condotta di restituzione e linea elettrica di connessione MT interrata».

Costruzioni molto tecniche (consultabili sul portale SILVIA), che permetteranno alla società bresciana di poter costruire un impianto che andrà a modificare, in modo realistico, non solo l’ambiente lungo il “Colmegnino”, ma anche l’ecosistema del torrente, problemi che stanno sollevando più di una perplessità sia dal Comune di Dumenza che dall’associazione “Pescatori Alto Verbano”, che sono contrari e si stanno opponendo al progetto.

Proprio l’amministrazione guidata dal sindaco Corrado Nazario Moro, infatti, venerdì, in consiglio comunale, ha votato una deliberazione (la numero 34 del 12 dicembre 2022), nella quale si “oppone alla domanda di concessione di derivazione acqua del torrente Colmegnino in Comune di Dumenza per uso idroelettrico”, dopo aver già formulato, tramite PEC lo scorso 23 maggio, la medesima “opposizione in considerazione della scarsa portata d’acqua del torrente in presenza di alternanza di periodi di secca prolungata a periodo di piena eccezionale”.

«Il progetto prevede l’opera di presa in frazione Due Cossani ed una condotta forzata di circa tre km, che conduce le acque derivate da tale località alla frazione luinese di Colmegna, dove sarà installata la centrale per la produzione dell’energia elettrica – si legge sulla delibera comunale -. Non si tratta quindi di un’opera che preleva acqua, produce energia in loco e rimette le acque derivate subito a valle dell’opera presa. In questo caso sorgerebbero problemi connessi al delta termico (temperatura acqua prelevata e restituita), che subirebbe variazioni significative per l’attività delle turbine con un aumento significativo della temperature dell’acqua stessa».

«Inoltre, la derivazione depaupera fortemente il torrente che riveste una notevole importanza non solo dal punto di vista della pesca ma, anche e soprattutto dal punto di vista ambientale, della flora e della fauna ittica – prosegue ancora la delibera -. La costituzione a Due Cossani di un bacino di carico di dimensioni non precisate comporterebbe lo snaturamento di un tratto di torrete, da Due Cossani sino al ponte di Runo sulla SP6), andando in pratica ad azzerare la corrente del torrente con il conseguente riscaldamento anomalo delle acque rispetto all’attuale e conseguente difficoltà di sopravvivenza delle specie ittiche».

Per tutte queste ragioni, il Comune ha deliberato di “esprimere parere contrario e ribadisce formale opposizione”, così come hanno fatto i pescatori luinesi , rappresentati da Rolando Saccucci, presidente ASD Pescatori Alto Verbano: «È una decisione folle quella di iniziare dei lavori nel letto del torrente Colmegnino per farvi una centrale idroelettrica. Significa assassinare un corso d’acqua già martoriato e importantissimo per la biodiversità delle nostre valli».

«I lavori di cementificazione – prosegue Saccucci -, con la posa di tubi sotterranei in cui incanalare le già scarse risorse idriche, interesseranno un tratto lungo tre chilometri su una lunghezza totale di 6 chilometri e questo significa deturpare per sempre quel territorio e quel corso d’acqua nella sua quasi interezza, fiume tra i più incontaminati della zona e casa di una consistente colonia di gamberi di fiume considerati protetti dalla direttiva habitat che, oltre che da salmonidi considerati momentaneamente alloctoni, ma per i quali sono in corso studi ministeriali per la loro riqualificazione autoctona, tant’è che fino al 31 dicembre 2023 potranno ancora essere immessi«.

«Tutto inciderà sulla valle circostante e la sua natura – continua ancora -, per ottenere l’inezia di 165KWh (chilowattora), potenza che basta si e no per una settimana ad una sola utenza di un’abitazione. Noi come associazione amante della natura prendiamo una ferma e netta posizione contro tutto questo ed in particolare sproniamo le amministrazioni, le associazioni di qualunque tipo e genere, i cittadini e soprattutto i ragazzi che verranno privati di uno dei corsi d’acqua più tipici del territorio affinché contrastino con noi questa decisione, chiedendo – in qualità di portatori d’interessi (altrui o propri) a Provincia di Varese – l’ammissione alla prossima Conferenza dei Servizi che si terrà entro la metà del prossimo mese di gennaio 2023».

«Sappiamo che alcuni sindaci si sono già detti contrari e ci piacerebbe che anche altri amministratori locali, che fino ad oggi non hanno espresso il loro parere o che restano nel limbo, prendano posizione e si impegnino per non far partire questa ennesima deturpazione di uno dei pochi e più caratteristici affluenti lombardi del nostro bel lago», conclude Saccucci.

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