Potrebbe passare dal coinvolgimento di educatori professionisti il progetto messo in rete dai sindaci della Valcuvia (qui i dettagli) per fare fronte ad alcuni recenti episodi di vandalismo e disagio giovanile, e correggere certi comportamenti prima che possano sfociare in qualcosa di duraturo e pericoloso.
E’ la proposta avanzata dal Comune di Cittiglio all’ultimo tavolo tra amministratori, convocato negli scorsi giorni a seguito di una prima riunione risalente ad ottobre. Il progetto quindi va avanti e una delle possibili strade da percorrere è quella del confronto con chi di mestiere si occupa di fragilità giovanili.
A questo proposito sul territorio gli esempi non mancano, soprattutto per quanto concerne la collaborazione tra enti pubblici e cooperative di educatori, come nel caso della cooperativa Eureka, che proprio a Cittiglio è attiva da diversi anni e in paese si occupa di pre e dopo scuola, supporto nelle classi ma anche tempo libero, punto quest’ultimo alla base delle attività promosse tramite il Centro di Aggregazione Giovanile a Casa Fraschini: due weekend al mese durante i quali gli educatori propongono attività creative e formative, finalizzate in parte al puro divertimento e in parte allo sviluppo di competenze per il futuro approccio al mondo del lavoro.
«Confrontandoci con gli altri sindaci della valle è emersa la volontà di approfondire il modo con cui le cooperative interagiscono con i Comuni – spiega Rossella Magnani, sindaco di Cittiglio – soprattutto da parte di quei colleghi che non hanno ancora sperimentato questa forma di collaborazione».
Oltre al metodo – il coinvolgimento di una cooperativa, appunto – Cittiglio, con il contributo alla riunione degli assessori Daniela Vincenzi e Diego Fiore, ha abbozzato un’idea di attività che ha a che fare con lo sport: una settimana sportiva, dedicata all’incontro tra giovani e discipline di vario tipo, dagli sport di squadra a quelli individuali, con iniziative da concentrare sul territorio di un solo paese per ogni edizione dell’evento oppure, all’opposto, con la suddivisione delle varie discipline da provare tra gli spazi e le strutture di tutti i Comuni che hanno aderito alla rete.
Una rete in pieno sviluppo, che cresce attorno ad una tematica di primo piano, come testimoniato anche dall’incontro di inizio dicembre voluto dalla Prefettura di Varese per parlare di politiche giovanili con gli amministratori locali.
«La nostra al momento è solo una proposta – sottolinea in conclusione Magnani – ce ne saranno sicuramente altre e di vario tipo, perché il progetto nasce dalla volontà di mettere a sistema le idee di tutti». La fase del confronto terminerà nei prossimi mesi, in vista della primavera. A quel punto il progetto di unire le forze per coinvolgere attivamente i giovani nelle comunità di appartenenza prenderà una direzione precisa.
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