Sono state in totale 75 le scosse di terremoto registrate davanti alle coste delle Marche, fino alle 16 di oggi pomeriggio. Il dato, fornito dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), e rilanciato dall’agenzia Adnkronos, fotografa uno degli aspetti della giornata di paura e grande tensione vissuta oggi nella regione, dove la terra, pochi minuti dopo le 7, ha iniziato a tremare, riportando alla mente di tutti i tragici momenti del sisma del 2016.
Magnitudo massima 5.5, poi oltre 40 repliche con magnitudo superiore a 2, per le due ore successive. L’epicentro a 8 chilometri di profondità in mare, fattore che ha scongiurato eventi tragici, ma che non ha impedito il diffondersi di uno stato d’allarme generale, scattato in seguito alle prime scosse mattutine.
Tante le persone che sono corse per strada dopo aver visto i muri tremare; oltre mille le telefonate al 112 con decine di interventi dei vigili del fuoco. Al momento non risultano gravi danni, ha fatto sapere il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, mentre sono in corso le verifiche su edifici pubblici e privati per avere un quadro complessivo della situazione.
Scuole di ogni ordine e grado chiuse in molte città, fa sapere l’Ansa, tra cui Fano, Urbino, Macerata, Senigallia, San Benedetto del Tronto. Ad Ancona e Pesaro studenti a casa, oggi e anche domani, in attesa dei controlli.
La scossa di questa mattina, ha aggiunto l’Ingv, è la più forte mai registrata sulla costa settentrionale marchigiana dal 1930.
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