Nessuna modifica del regolamento del consiglio comunale, ma «un mero chiarimento» di quanto disposto dall’articolo 23: la risposta a quanto affermato ieri dal capogruppo di “Azione Civica per Luino e Frazioni” Furio Artoni, da parte di Palazzo Serbelloni, non si è fatta attendere.
L’avvocato, nel commentare la comunicazione inviata dall’amministrazione a tutti i capigruppo consiliari nella quale si chiede di allegare direttamente ai testi delle interrogazioni anche il materiale foto e video che si intende presentare a corredo e non di portarlo solamente durante la seduta del consiglio, aveva ritenuto tale norma una «limitazione della libertà di espressione».
Ma, precisa il sindaco Enrico Bianchi, il regolamento – approvato durante l’amministrazione Pellicini – prevede che «se un documento costituisce parte integrante di un altro, va presentato contestualmente a questo; al limite può essere consentito all’interrogante di presentare, durante la seduta consiliare, una nota integrativa e/o documentazione aggiuntiva a interrogazione già presentata solo in presenza di motivi d’urgenza, la cui valutazione è rimessa al Presidente del Consiglio comunale».
Questo anche perché la mancata presentazione della documentazione, con un congruo anticipo, non consente di esaminarla in tempo e verificare se questa sia potenzialmente lesiva della privacy o dei diritti di terzi.
E inoltre, benché nel caso di Luino non sia previsto un tempo massimo dell’illustrazione dell’interrogazione da parte del consigliere che la propone, l’inserimento durante la seduta consiliare di ulteriori materiali potrebbe prolungare eccessivamente la durata della seduta stessa.
La comunicazione rivolta ai capigruppo, conclude il primo cittadino, non intende «ridurre i diritti e le prerogative dei consiglieri, a qualunque gruppo appartengano, ma a far sì che le discussioni avvengano secondo linee guida prestabilite che garantiscono una discussione equilibrata e risposte adeguate».
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