Luino | 8 Novembre 2022

Il coro Canto delle Pietre di Luino, un’esperienza per «imparare a cantare con il cuore e vibrare insieme»

Nato nel 2018, l’ensemble diretta da Nausica Nisati è cresciuta fino a inglobare anche un quartetto d’archi. E l’entusiasmo di chi ne fa parte è molto forte, come emerge da questo racconto

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(articolo di Patrizia Martino) Era una piovosa serata di febbraio e come associazione Aisu Verso Itaca, in collaborazione con la Fondazione Iuppiter, avevamo organizzato un concerto con l’Orchestra Sinfonica dell’Insubria. Eravamo tutti entusiasti per il successo dell’evento e ricordo di essermi fermata a parlare di musica, in particolar modo di canto, con Nausica Nisati, bravissima cantante lirica.

Posso dire che l’idea di realizzare qualcosa venne fuori proprio in quella occasione.

Così piena di entusiasmo, direi appassionata della materia, Nausica era la persona giusta per coinvolgermi in un’avventura che nel tempo si è ampiamente dimostrata vincente.

La proposta di Nausica era chiara e a me era parsa immensamente affascinante: scoprire il suono dentro di noi e farlo uscire, trovando di volta in volta nuove armonie.

Partimmo in sette. Poi il gruppo si allargò a dieci persone e prima dell’inizio della pandemia, il gruppo contava 24 persone.

Grazie a Don Sergio, parroco e decano di Luino che ha da subito accolto con gioia la nostra iniziativa, abbiamo potuto iniziare i nostri incontri nella sala adiacente la parrocchia di Luino, ogni lunedì sera dalle 20:30 alle 22:00.

Il nome del coro evoca il periodo storico in cui i cantori entravano in risonanza con la vibrazione delle pietre delle chiese, così Nausica ci propose un repertorio di canti del tardo Medioevo e del 1500/1600.

L’entusiasmo e il benessere di cui ciascuno beneficiava grazie al canto, sono stati i propulsori per continuare l’esperienza, malgrado le difficoltà incontrate nel primo periodo.

A ottobre del 2019 decidemmo di fare un ritiro di un giorno e mezzo sopra Dumenza, in un fine settimana, per entrare in contatto con la natura durante l’esecuzione. Fu un’esperienza importante perché ci fu l’occasione per un tempo più lungo per la condivisione.

Da allora amiamo dire che ciò che vogliamo è imparare a cantare con il cuore.

Credo grazie a quella esperienza in ciascuno di noi si sia impresso qualcosa di speciale.

Me ne sono resa conto anche grazie a ciò che mi ha raccontato un’amica incontrata per caso. Mi che aveva condiviso la stanza dell’ospedale con una persona che faceva parte del coro.

Saputo che era mia amica, questa persona le aveva raccontato l’esperienza del coro e del weekend passato insieme. Nell’evocare quei momenti, ancora provava gioia.

Il cantare insieme aveva continuato a essere una dolce compagnia anche negli ultimi momenti del suo cammino terrestre.

Il coro Canto delle pietre vuole essere un percorso di crescita da fare insieme, ascoltando la nostra voce e armonizzandola con le altre. E’ una ricerca continua di come convogliare il respiro per far vibrare le corde vocali. E’ incredibile come ad un tratto si riesca a percepire il suono che nasce da dentro e si propaga, e poi imparare a guidarlo per renderlo espressivo, per far sì che si riesca a vibrare insieme.

Tutto questo naturalmente non sarebbe stato e non sarebbe possibile senza la guida della nostra maestra, una forza della natura nel vero senso della parola.

Quando noi dubitavamo, e ancora oggi ci capita di dubitare, lei è sempre riuscita a farci guardare lontano, superando così gli ostacoli.

Ricordo che il primo brano “Nell’apparir del sempiterno sole”, lauda spirituale a tre voci di padre Francesco Soto de Langa (1539-1619), ci vide impegnati per mesi: dovevamo farcela. Anche perché la direttrice del coro non cedeva ed era sempre pronta a spronarci, incoraggiandoci quando sembrava che proprio no, quella nota non riusciva a uscire.

Gli incontri prevedono una prima parte per il riscaldamento vocale (esercizi di respirazione – presa di coscienza del proprio corpo e rilascio delle tensioni); una seconda parte di presentazione del brano in cui ci vengono indicate le richieste espressive dell’autore per esprimere al meglio  ciò che  vuole comunicare. Infine c’è l’esecuzione.

Il tutto richiede una grande pazienza da parte di chi insegna e dirige e resilienza da parte nostra.

La volontà è sempre stata tanta, ma fin dall’inizio c’è stata nell’aria qualcosa di giocoso, e questo ci ha aiutato a superare le difficoltà anche grazie alla nostra capacità di alleggerire la fatica con sonore risate.

Il periodo della pandemia ha ridotto le presenze, ma il coro è rimasto, indenne dalla tentazione di pigrizia che ne è derivata.

Appena si è potuto, abbiamo ripreso i nostri incontri e ora iniziano a esserci nuove persone che vogliono partecipare.

Dal 31 ottobre 2019, il concerto annuale del coro è dedicato alla festa di tutti i Santi e alla Commemorazione dei defunti, presso la chiesa di S. Pietro in Campagna a Luino, per ricordare che queste sono le ricorrenze della nostra tradizione, che desideriamo onorare.

Lo scorso luglio il coro è stato invitato alla stagione musicale di Arcumeggia.

Nausica, direttrice del coro, ci ha proposto di ampliare l’esecuzione introducendo quattro archi.

Da quel momento il coro è diventato Coro e Quartetto di Archi Canto delle Pietre diretto da Nausica Nisati.

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