Angelo Branduardi, noto cantautore 72enne milanese, lo scorso venerdì 4 novembre a Palazzo Verbania a Luino si è raccontato per la prima volta in “Confessioni di un malandrino – autobiografia di un cantore del mondo” (Baldini+Castoldi); il primo racconto autentico sulla vita e la carriera dell’artista scritto insieme al critico musicale Fabio Zuffanti.
Alcune delle canzoni di Branduardi sono diventate dei cult all’interno della produzione musicale italiana. L’autobiografia prende il titolo da una di queste, tratta a sua volta dalla poesia “Confessioni di un teppista” di Sergej Esènin, nella traduzione dello slavista Renato Poggioli. Il testo è uno dei pochi scritti di proprio pugno dallo stesso Branduardi – quasi tutti gli altri sono firmati dalla moglie Luisa Zappa – ed è probabilmente la migliore traduzione in italiano di quella stessa poesia, tanto da dare ai più l’illusione che sia un testo originale e che quella capigliatura spettinata di cui racconta sia proprio l’iconica capigliatura del nostro delicato trovatore nazionale.
Dall’infanzia trascorsa a Genova alla scoperta della passione per la musica, dai tour in giro per l’Europa alle ispirazioni che stanno dietro alle sue creazioni, la famiglia, i concerti, gli incontri, i grandi successi, le scelte giuste e quelle sbagliate, la luce e il buio del suo essere uomo prima che artista. La prefazione è a cura di Stefano Bollani e l’ampia appendice discografica è a cura di Laura Gangemi, principale animatrice del fanclub ufficiale di Angelo Branduardi, Locanda del Malandrino.
Angelo Branduardi nasce a Cuggiono nel 1950. Cantautore, violinista, polistrumentista e compositore raffinato debutta nel 1974 con l’omonimo “Angelo Branduardi”. Dallo stile unico e inconfondibile che mescola pop, musica antica e testi di ambientazione fiabesca, Branduardi rappresenta un caso unico nel panorama musicale italiano: nella sua carriera ha esplorato in lungo e in largo i vasti territori del suono, navigando tra le culture, tra sacro e profano, tra sperimentazione e tradizione, raccontando favole e leggende di tutto il mondo.
Tra i suoi lavori più belli l’album in cui ha musicato le poesie di William Butler Yeats e un intero disco dedicato alle gesta di San Francesco, cui hanno partecipato Ennio Morricone e Franco Battiato. Ha all’attivo circa trenta tra album in studio, colonne sonore e dischi dal vivo; i suoi concerti fanno regolarmente registrare il tutto esaurito.
Per queste ragioni il Lions Club di Luino ha voluto celebrare Angelo Branduardi, durante una serata dedicata in cui gli è stata conferita la Melvin Jones Fellow, tra le più alte onorificenze del Lions International.
«Sono onorato che Luino e in particolar modo il Lions Club di Luino possa rendere omaggio ad Angelo Branduardi, artista poliedrico le cui radici musicali e poetiche hanno diramazioni profonde e variegate che attingono da culture estremamente diverse tra di loro, culture appartenenti a Paesi diversi, di popoli spesso lontani – commenta Piefrancesco Buchi, presidente del Lions Club di Luino -. Con una chitarra, un violino e chiudendo gli occhi quando canta, Angelo Branduardi intraprende un viaggio meraviglioso e permette a chi lo ascolta o legge i suoi testi di viverlo con grande partecipazione».
«E’ stata una serata di altissimo livello, anche grazie alla testimonianza del professor Roberto Radice che lo ha intervistato. Tante le domande dal pubblico, ma soprattutto un grande Angelo Branduardi che ha toccato tanti momenti della sua vita, condividendo le sue emozioni con tutti noi. Come Presidente del Lions Club di Luino e fan di Angelo Branduardi fin da quando ero ragazzo – conclude Buchi -, ho voluto fortemente celebrarlo e ringraziarlo per il suo lavoro artistico. Ci siamo sentiti tutti arricchiti umanamente dalle sue parole. Presto lo incontreremo di nuovo, sono certo che il sodalizio con il Lions andrà a rafforzarsi».
La “Melvin Jones Fellow” è stata conferita “per aver rivoluzionato il mondo della musica italiana, richiamando costantemente la spiritualità, la natura e le sue Creature. Ha saputo riunire nell’amore verso le tradizioni e le sonorità antiche, la storia e la cultura di molte generazioni, trovando ispirazione nelle leggende popolari, nella musicalità della poesia e nelle ballate, attraverso la ricerca e la sperimentazione”.
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