Si iniziano a sciogliere tutti i nodi e a spegnere le polemiche di questi giorni in relazione alle nomine del nuovo Consiglio d’Amministrazione della Fondazione Monsignor Comi, che negli scorsi giorni, a più riprese, ha visto le parti coinvolte, tra amministrazione comunale e membri uscenti, discutere pubblicamente sul nostro giornale.
Nella giornata di ieri, infatti, a Palazzo Serbelloni, i sindaci e rappresentanti dei Comuni dell’ex Comunità Montana Valli del Luinese hanno scelto i primi due nomi, confermati dalle varie voci di corridoio che circolavano in città in questi giorni.
Si parla di Enrica Nogara, consigliera comunale di minoranza (area Pd) per dieci anni durante i due mandati del sindaco Andrea Pellicini, e il ragionier Giovanni Lamantia, proprietario di uno studio commercialista di Luino, che viene riconfermato nel suo incarico dopo averlo ricoperto nello scorso mandato “Vissi”.
Da una parte i nomi proposti dall’amministrazione comunale sembrano essere ormai certi, dopo la riunione dei Capigruppo della scorsa settimana, uno è Gianfranco Malagola, alla guida da anni della Comunità Operosa Alto Verbano, dall’altra, invece, è il rappresentante della Parrocchia San Pietro e Paolo di Luino che ha suscitato grandi polemiche.
Si tratta di Alberto Frigerio, che è stato vicepresidente del CdA per diversi anni, al fianco di Gianluca Vissi e dei direttori Maurizio Pesenti e Danilo Benecchi, per il quale il prevosto di Luino, don Sergio Zambenetti, avrebbe espresso la sua preferenza, ricevendo anche il plauso da parte del circolo locale di Fratelli d’Italia, ma ancora non vi è nulla di ufficiale.
Nel caso fosse realmente così ci sarà da capire se, soprattutto dopo queste polemiche, Frigerio sarebbe ancora disponibile a proseguire il suo lavoro all’interno della Fondazione.
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