Dopo due anni in cui il SarsCov-2 ha dominato sugli altri ceppi influenzali, che si sono diffusi in minore quantità anche per via delle misure di contrasto adottate a livello igienico-sanitario, nell’autunno 2022 l’influenza tornerà a farsi vedere. E potrebbe farlo anche in anticipo.
È quanto è emerso oggi, lunedì 24 ottobre, nel corso dell’appuntamento informativo tenuto dai vertici di ATS Insubria durante il quale è stata illustrata la campagna vaccinale antinfluenzale che, avviata già all’inizio di ottobre, è ora entrata nel vivo e proseguirà di certo fino ai primi giorni di dicembre, anche se sarà possibile aderire fino a gennaio.
«L’offerta presente sul territorio di ATS è ampia e articolata – ha affermato il dottor Paolo Bulgheroni, direttore del Dipartimento di Igiene e Prevenzione Sanitaria – E come autorità sanitaria sottolineiamo ancora una volta l’importanza della scelta di eseguire la vaccinazione antinfluenzale a tutela sia individuale che collettiva».
Quella influenzale è un’epidemia stagionale «che affrontiamo sempre», ha spiegato la dottoressa Annalisa Donadini (direttrice del Servizio di Medicina Preventiva nelle Comunità) sottolineando anche come, insieme alla polmonite, questa sia una delle prime dieci cause di morte in Italia. «Quello che l’esperienza del Covid ci ha lasciato di buono – ha proseguito – è il riconoscere come le misure igieniche che ci sembrano banali, quali il lavaggio mani o la sanificazione degli ambienti, siano misure fondamentali da mantenere anche adesso. Ed è altrettanto importante ricorrere, insieme a queste, alla vaccinazione».
Anche se si è sani. E per almeno quattro motivi: ridurre il rischio di malattia, ospedalizzazione e morte; ridurre il rischio di trasmissione agli altri, specialmente ai soggetti ad alto rischio; ridurre i costi sociali; ridurre il rischio globale di innesco di un altro evento pandemico da virus influenzale zoonotico (con salto di specie).
A CHI È RIVOLTA LA VACCINAZIONE ANTINFLUENZALE
Come sempre avviene, questa tipologia di vaccinazione è destinata prioritariamente a over 60, soggetti fragili o immunodepressi, donne in gravidanza o post partum, bambini dai 6 mesi ai 14 anni (per i quali è disponibile anche la formulazione in spray nasale) e ospiti di RSA o RSD, ma anche a operatori sanitari, lavoratori a contatto con gli animali, personale scolastico, forze dell’ordine e Polizia locale, vigili del fuoco e donatori di sangue. Successivamente, a fine campagna, il siero potrà essere offerto gratuitamente ai soggetti non appartenenti ai target designati, in base alla disponibilità.
COME PRENOTARSI E DOVE EFFETTUARLA
Mentre medici di medicina generale e pediatri di libera scelta hanno già iniziato a somministrare le dosi, da oggi anche centri vaccinali delle ASST (dove è possibile effettuare la co-somministrazione di quello anticovid) e farmacie – grazie all’accordo regionale che consente a quelle aderenti di partecipare anche a questa campagna – hanno potuto dare il via all’erogazione di questo servizio.
Nello specifico, nelle farmacie possono recarsi unicamente i maggiori di 18 anni che abbiano già effettuato in precedenza una vaccinazione antinfluenzale e che non abbiano riscontrato effetti collaterali gravi.
La priorità, in ogni caso, è quella di fare riferimento ai propri medici di assistenza primaria o ai pediatri nei rispettivi ambulatori, anche se vi è comunque la possibilità di prenotarsi online attraverso l’apposita piattaforma messa a disposizione da Regione Lombardia. Nelle strutture come RSA o RSD le somministrazioni verranno effettuate direttamente dagli operatori, mentre nelle carceri saranno le ASST a occuparsi di questa attività.
I PRIMI NUMERI
Quest’anno Regione Lombardia ha effettuato un approvvigionamento in convenzione di 2 milioni e 780mila dosi, di cui l’81% è attualmente previsto per la somministrazione. Il quantitativo maggiore viene fornito a medici e pediatri per via della maggiore capillarità della loro azione nei confronti della popolazione.
L’obiettivo, così come nello scorso anno, è di raggiungere il 75% di copertura sugli over 65: una meta per arrivare alla quale occorre incrementare ancora di più la sensibilizzazione verso tale target, dato che nel 2021 la percentuale – pur se più alta di qualche punto rispetto a quella complessiva regionale – ha toccato il 59,4%.
Secondo il primo dato fornito da ATS Insubria, al 20 ottobre sono 26.358 su 138mila le dosi già registrate (dunque quelle somministrate dovrebbero essere di più, dato il tempo di latenza fra l’atto vero e proprio e la registrazione) dai medici di medicina generale, in maggioranza (25.361) agli over 60 e via via alle altre categorie interessate: «Segno – ha sostenuto la dottoressa Maria Cristina Della Rosa (direttrice del Dipartimento di Cure Primarie) – che l’impegno dei nostri medici e dei pediatri è sempre considerevole».
NON SOLO ANTINFLUENZALE
Oltre alla vaccinazione antinfluenzale, ATS evidenzia anche la possibilità di effettuare quella antipneumococco, per prevenire le polmoniti batteriche, e quella antizoster, per prevenire il fuoco di sant’Antonio e le sue conseguenze. Quest’ultima è rivolta prioritariamente ai 65enni (nati nel 1957), ma anche ai soggetti nati nel 1956 e nel 1955, oltre che ai soggetti a rischio con patologie importanti.
Il consiglio, nel caso si rientri in questo target, è quello di confrontarsi direttamente con il proprio medico o con il medico vaccinatore per poter effettuare nelle giuste tempistiche anche queste due vaccinazioni molto importanti.
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