Il sindaco chiama e il volontariato locale risponde, per una bella storia di intesa e collaborazione in nome della tutela del patrimonio pubblico e della lotta incessante all’inciviltà.
Il patto all’insegna dell’impegno civico arriva da Ferrera, dove nella mattinata di venerdì la prima cittadina Marina Salardi ha ricevuto il il presidente dell’associazione Amo Madre Terra, Ermanno Masseroni, e il suo vice Luciano Paonessa. Il gruppo, come è noto, si occupa di contrastare l’abbandono dei rifiuti su tutto il territorio dell’alto Varesotto; un progetto nato la scorsa primavera dall’esperienza di Strade Pulite, gruppo di cui Ermanno – 70 anni e una inesauribile energia – ha fatto parte per diverso tempo.
L’incontro con il sindaco è giunto a margine di uno dei consueti giri di raccolta del team di Ermanno, tra Grantola e Cunardo. E sempre di rifiuti si è parlato nel colloquio in municipio: «Il sindaco ci ha chiesto una mano per la pulizia del paese e abbiamo accettato volentieri – racconta Masseroni – per noi è bello e stimolante dialogare con le amministrazioni, sapere che c’è attenzione per quello che facciamo e per il rispetto dell’ambiente. La prima cittadina, inoltre, tiene in modo particolare alle regole, e su questo siamo sulla stessa linea».
Il gruppo di Amo Madre Terra si è recato a Ferrera questa mattina per un giro di pulizia che dalla rotonda della statale 394 è proseguito poi a lato dei tornanti che conducono in paese, dove settimanalmente la pulizia delle strade viene presa in carico da un operatore del Comune. Qui, di recente, una attività programmata di sfalcio del verde ha portato “in superficie” dei rifiuti che erano nascosti dalla vegetazione.
«In più c’è qualcuno che ha la cattiva abitudine di lasciare in giro lattine di birra – aggiunge Masseroni – Sempre le stesse, rosse e di marca svizzera. Sappiamo che qui a Ferrera, come in altri paesi delle valli, alcuni incivili sono già stati individuati e sanzionati. Le multe però sono troppo lievi e la burocrazia, anche in questo campo, rischia di limitare gli amministratori. Ad ogni modo, fino a quando non arriverà un cambio di mentalità da parte delle persone, non ci libereremo di questo grave problema».
Risultato della raccolta, quasi una ventina di sacchi riempiti tra indifferenziata, plastica, vetro e lattine, comprese quelle di birra svizzera, già prelevate nel corso di altre ricognizioni da parte dei volontari, e questa volta arrivate a quota 120. Il giro del gruppo – composto dal presidente dell’associazione e dal suo vice, ma anche dai volontari Andrea, Maurizio, Stefano e Cristina – si è concluso a Cunardo, dopo una deviazione per le cascate, al fine di svuotare i cestini e raccogliere gli scarti lasciati lungo il percorso.
«Un infinito grazie a queste persone che hanno messo a disposizione il loro tempo per rimediare ai danni prodotti dagli incivili – commenta la prima cittadina Marina Salardi – Spiace constatare che chi è abituato ad abbandonare rifiuti non sia in grado di fermarsi nemmeno davanti a multe e segnalazioni».
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