«Facciamo qualcosa di utile per il paese». Chi frequenta le riunioni del gruppo alpini di Rancio Valcuvia sa che questa frase torna puntualmente a raccogliere le idee dei presenti, e a scandire quelle attività fatte di impegno civico e volontariato che nei piccoli borghi sono indispensabili. Una vera e propria risorsa.
E’ successo anche nei giorni scorsi, quando in sede si è deciso di dedicare qualche ora alla manutenzione del cimitero: pulizia generale negli spazi comuni, tra le lapidi, con taglio dell’erba, sistemazione della ghiaia e delle tombe un po’ lasciate andare, svuotamento dei bidoni e un’occhiata agli angoli in cui sono riposte palette e scope, insieme a tutti quegli attrezzi che possono tornare utili quando ci si reca a fare visita ai propri cari.
«Il cimitero è uno dei luoghi più frequentati del paese, è importante averlo sempre in ordine», commenta dal gruppo delle penne nere Manolo Morosini, che in Comune è vicesindaco. L’intervento al campo santo è arrivato negli stessi giorni in cui la protezione civile si sta occupando della pulizia dei bordi dei fiumi. «Anche loro fanno un lavoro preziosissimo – aggiunge a questo proposito Morosini – per questo ci tengo a ringraziarli pubblicamente, e a ringraziare inoltre gli altri membri del gruppo alpini che si sono occupati del cimitero: Valter Pianazza, Alessio e Alberto Bonari, Antonio Giarracco».
Un ringraziamento, accompagnato dalle foto della giornata di volontariato, è apparso anche sul profilo social del vicesindaco, dove decine di cittadini sono a loro volta intervenuti per esprimere la propria gratitudine nei confronti del gruppo. Tra un “viva gli alpini” e un “grazie per quello che fate, siete speciali”, gli scatti che ritraggono il cimitero tirato a lucido.
Curiosando tra i gruppi social dei vari paesi dell’alto Varesotto è facile imbattersi in post polemici per lo stato in cui versano i cimiteri. A Rancio la gente non si lamenta mai? «Le segnalazioni arrivano – risponde Morosini – ma non con tono polemico. C’è collaborazione e noi teniamo particolarmente al decoro di questo posto».
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