Nell’affascinante borgo di Cadero, collocato sulle alture del Comune di Maccagno con Pino e Veddasca, alle 19.00 di oggi, sabato 30 luglio, il Micro Museo lì situato ospiterà la presentazione nazionale dell’ultimo saggio di Silvano Vinceti La prima Gioconda di Leonardo-Più giovane e più bella.
Un testo che espone in modo suggestivo tutte le tappe significative della lunga e articolata ricerca che attesta il ritrovamento della prima Gioconda di Leonardo: più giovane rispetto a quella del Louvre e con due colonne laterali assenti nella più famosa versione.
Nel 1960 Carlo Pedretti, il massimo esperto di Leonardo da Vinci, realizzò una ricerca inerente il ritrovamento di un disegno preparatorio sotto un dipinto di El Greco di proprietà di un famoso collezionista di Parigi: l’opera d’arte raffigurava una Gioconda più giovane, con un sorriso malinconico e con due colonne laterali. L’indagine, riportata in un libretto di cui esistono pochissime copie, si conclude con l’ipotesi che si tratti di uno studio preparatorio che precede la Gioconda del Louvre: Vinceti, presidente del Comitato Nazionale per la valorizzazione dei beni culturali, è partito proprio da questo studio con l’ausilio di un qualificato staff scientifico, per sostenere la sua tesi.
L’indagine ha preso il via con il ritrovamento del primo strato della Gioconda del Louvre, risultato di una ricerca scientifica compiuta da un laboratorio francese per conto dello stesso museo parigino. Nella prima stratificazione la modella si presenta con un sorriso malinconico e triste. Si tratta di un segno importante che evidenzia la similitudine fra lo studio preparatorio ritrovato e l’inizio della Gioconda del Louvre.
Nel suo periodo fiorentino (1500-1505 circa) Leonardo era impegnato a comporre il dipinto della Gioconda, ovvero di Lisa Gherardini, moglie di Francesco del Giocondo, che all’epoca aveva 21-22 anni. Sempre in quel periodo vi fu l’incontro con Raffaello, verso il 1503-1504, dopo il quale il giovane pittore realizzò una serie di dipinti di nobildonne fiorentine la cui struttura è simile a quella della Gioconda con colonne che aveva visto nella abitazione-atelier di Leonardo.
Due degli allievi prediletti di Leonardo, Gian Giacomo Caprotti e Francesco Melzi, realizzarono due Gioconde con colonne presenti in due importanti musei degli Stati Uniti e una ricerca compiuta dallo staff del Comitato ha individuato la firma del pittore spagnolo, allievo di Leonardo, durante il periodo fiorentino: era infatti prassi diffusa nelle botteghe fiorentine, così come nell’Accademia di Leonardo, che gli allievi si esercitassero sulle opere del maestro. Si tratta di forti prove a sostegno dell’autenticità della prima Gioconda.
La conferenza di oggi sarà preceduta dalla presentazione da parte di Renato Ornaghi (Presidente dell’Associazione del Cammino di Sant’Agostino) del Sentiero di Leonardo da Vinci tra Lombardia e Svizzera, con l’inaugurazione del tratto che riguarda la Val Veddasca, Cadero e la valle vicina, passando da Curiglia, Dumenza e Astano.
L’ingresso è libero fino a esaurimento posti. Al termine delle presentazioni, nel giardino del Micro Museo sarà organizzata una cena paesana Leonardesca. Prenotazione obbligatoria al numero +39 348.435.2517 (Martina).
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