Una Chiesa di San Pietro in Campagna gremita di persone, in un silenzio assordante, ha dato addio oggi pomeriggio, in una calda giornata estiva, a Filippo Luca, il 35enne spirato sabato scorso dopo un incidente in auto sulla provinciale nel centro di Porto Valtravaglia.
A celebrare i funerali è stato il prevosto di Luino, don Sergio Zambenetti, che nella sua predica ha raccolto riflessioni e pensieri rivolti a Filippo, un ragazzo sempre sorridente, disponibile e solidale con tutti, che amava il canottaggio, con un passato da atleta in diverse società lacustri della zona, e la musica, passioni che condivideva con i suoi amici, presenti in tanti.
Insieme a loro anche i colleghi della “Marle Orthopaedics Manufacturing” di Sant’Antonino, azienda dove Filippo lavorava da anni come frontaliere. Commosso il loro ricordo, a dimostrazione di quanto il 35enne fosse benvoluto anche nell’ambiente dove era impiegato.
«É difficile trovare parole oggi, ma il Signore e la fede ci aiutano a sopravvivere in questo momento – ha esordito don Sergio durante la predica -. Filippo ha compiuto la propria esperienza umana tra l’amore della famiglia, degli amici e di tutte le persone che lo hanno conosciuto e gli hanno voluto bene. Ora dobbiamo chiedere che questa esperienza possa trasformarsi in qualcosa di più grande. Una morte tragica non può annientare quello che c’è nel nostro cuore e in quello di Filippo».
«Forza, entusiasmo, solidarietà, amore e una vita vissuta intensamente – ha continuato il prevosto -. Tutto questo è dentro Filippo e voi che siete qui (rivolgendosi ai presenti ,ndr), che avete conosciuto direttamente o indirettamente Filippo, dimostrate che in qualche modo gli avete voluto bene e avete ricevuto qualcosa di lui. Lui ha lasciato una sua traccia nella famiglia, nelle amicizie e nella società. La vita è raccolta dentro le relazioni che non possono terminare così, questa fraternità continuerà nel tempo. Non ci interessa il motivo di quel momento tragico, ma sono convinto che le braccia di Maria, che erano le braccia della mamma e le braccia del papà, lo hanno accolto. Anche se il dolore è forte, questo è quello che ci può consolare».
Una funzione che si è conclusa a due passi dal Circolo ACLI, in via San Pietro, che i genitori hanno gestito per anni, al fianco dei bambini e dei ragazzi che utilizzavano il “Campo dei Giovani”, al quale Filippo è sempre stato legato sin dalla propria infanzia. Come lo era oggi, vicino a ai genitori, ai familiari, agli amici e ai colleghi.
Toccante la lettera di Sant’Agostino recitata al termine dei funerali, “Se mi ami non piangere”, prima che la salma venisse trasportata a Varese per la cremazione.
Se mi ami non piangere!
Se tu conoscessi il mistero immenso del cielo dove ora vivo,
se tu potessi vedere e sentire quello che io vedo e sento
in questi orizzonti senza fine,
e in questa luce che tutto investe e penetra,
tu non piangeresti se mi ami.Qui si è ormai assorbiti dall’incanto di Dio,
dalle sue espressioni di infinità bontà e dai riflessi della sua sconfinata bellezza.
Le cose di un tempo sono così piccole e fuggevoli
al confronto. Mi è rimasto l’affetto per te:
una tenerezza che non ho mai conosciuto.
Sono felice di averti incontrato nel tempo,
anche se tutto era allora così fugace e limitato.Ora l’amore che mi stringe profondamente a te,
è gioia pura e senza tramonto.
Mentre io vivo nella serena ed esaltante attesa del tuo arrivo tra noi,
tu pensami così!
Nelle tue battaglie,
nei tuoi momenti di sconforto e di solitudine,
pensa a questa meravigliosa casa,
dove non esiste la morte, dove ci disseteremo insieme,
nel trasporto più intenso alla fonte inesauribile dell’amore e della felicità.
Non piangere più, se veramente mi ami!
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