Luino | 23 Aprile 2022

La “battaglia decisiva” dei partigiani per far cadere il nazifascismo: stralci da “L’Italia Libera”

In occasione della Festa della Liberazione lo scrittore Carlo Banfi ci ha inviato alcuni brani tratti dalle pagine dell’organo ufficiale del Partito d’Azione, pubblicate nel marzo-aprile 1945

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Tra la fine di marzo e l’inizio di aprile del 1945 le forze antifasciste si stavano preparando all’insurrezione nazionale.

Lo scrittore Carlo Banfi, in occasione del 77esimo anniversario della Liberazione, ha voluto condividere con noi e con i lettori alcuni stralci de “L’Italia Libera”, organo ufficiale clandestino del Partito d’Azione, affinché ci si possa «immedesimare meglio in quanto accaduto in quei giorni».

Verso la battaglia decisiva: “Uno sforzo supremo è oggi necessario per vincere la nostra battaglia decisiva, per effettuare la cacciata dei tedeschi, per difendere le nostre case, le nostre officine, la nostra vita stessa che la bestiale malvagità del nemico minaccia nella sua fuga disperata. (…) Attorno alle avanguardie eroiche dei volontari della libertà (…) tutte le forze del nostro popolo devono oggi mobilitarsi e prepararsi alla battaglia decisiva”.

La Germania crolla. Pronti all’insurrezione: “L’insurrezione comprenderà lo sciopero insurrezionale, la difesa degli stabilimenti, l’assalto ai residui fascisti ed ai tedeschi in ritirata”. Il fascismo cadrà ed il suo posto verrà preso dai CLN per una nuova Italia democratica: questo è il compito principale dell’insurrezione.

L’unificazione di tutte le forze partigiane: “Si sta procedendo in queste settimane all’unificazione, nel corpo stesso, di tutte le formazioni che fino ad oggi avevano una struttura organizzativa indipendente (…) Le formazioni ‘GL’ (Giustizia e Libertà, nda) la cui prima storia è stata scritta in terra di Spagna, hanno contribuito a maturare questa unificazione con la loro consapevolezza politica, con la loro azione politicizzatrice, con la loro disciplina ed il loro largo spirito di collaborazione con tutte le forze partigiane”. (Bruno Trentin)

Il numero de L’italia Libera del 25 aprile, di due pagine, stampato a grossi caratteri, più che l’aspetto del giornale assume la fisionomia del volantino che incita alla lotta:

Italiani, milanesi, lavoratori! I partigiani hanno liberato Genova, Alessandria e Domodossola dove il Comitato di Liberazione ha assunto il potere. Torino, collo sciopero generale ha dato principio all’insurrezione. Bologna, Ferrara, Modena, Reggio, Parma e La Spezia sono state liberate. Gli eserciti alleati varcano il Po, volgono in fuga i tedeschi (…). In Lombardia gli scioperi manifestano la volontà di battaglia delle masse lavoratrici: i ferrovieri col loro sciopera paralizzano la fuga del nemico. Milano attende il segnale per l’insurrezione popolare.

Lavoratori milanesi! Quando sarà dato il segnale per l’insurrezione dal CL (Comitato di Liberazione nda) , gettatevi tutti con impeto travolgente alle armi, al combattimento, per la libertà della patria. I tedeschi e i fascisti non hanno che una scelta: o arrendersi o perire.
Le ore sono contate, le forze del popolo insorgendo, cacciando l’invasore nazista, distruggendo la ciurmaglia fascista, inizieranno l’edificazione della nuova democrazia italiana. Nelle fabbriche, nelle strade risuoni un grido solo: alle armi per la conquista della giustizia e della libertà”.

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