Chissà qual è il segreto di longevità dei cittadini di Cunardo: l’aria di “montagna”, le buone abitudini, una vita salutare o semplicemente una questione genetica?
Dopo la signora Dina, che a fine marzo ha compiuto cento anni, infatti, a raggiungerla in questo raro traguardo è stata, il giorno di Pasqua, Tina, all’anagrafe Ernesta Angela Riboni, nata a Cunardo e dal 1959 residente a Bollate, in provincia di Milano, dove si era trasferita insieme al marito Gianfranco Zilioli e le figlie Loretta e Beatrice.
Prima, però, con i propri genitori, come avevano fatto i tanti cunardesi nel Novecento, si era trasferita ed era emigrata per lavoro in Francia, dove aveva vissuto per ben undici anni. Una volta tornata a Cunardo, abitava in una casa in centro e ha lavorato alla vecchia filanda, mentre successivamente ha gestito fino agli anni ’50 un negozio di frutta e verdura in paese.
L’amore e il matrimonio con il suo Gianfranco, però, l’hanno portata a trasferirsi proprio a Bollate: il marito, infatti, ai tempi, era un famoso tecnico per le macchine del ghiaccio, e dal Milanese riusciva a muoversi meglio rispetto all’alto Varesotto. Si occupava di assistenza e manutenzione, girando per tutta l’Italia, in tanti bar e ristoranti, così come nelle discoteche.
«In estate da bambini venivamo sempre in vacanza a Cunardo – ricorda la figlia Loretta, che ha raccolto l’eredità dell’azienda del papà -. Mia mamma è sempre stata attiva e sveglia, aveva sempre qualcosa di fare, con il grande pallino della matematica. Ha sempre tenuto i conti, e ancora adesso ogni tanto fa le gare di tabelline con i figli di mia nipote. Ha qualche acciacco, ma fino a qualche settimana fa faceva le parole crociate con il tablet. Abbiamo ancora tanti parenti, alcuni sparsi per il mondo, altri ancora in paese».
E così, nonostante la pandemia, questo è solo un piccolo gesto per augurare a nonna Tina cento di questi anni e per far sapere ad amici e conoscenti, anche a Cunardo, dell’invidiabile traguardo raggiunto.
© Riproduzione riservata






