Da domani, domenica 10 aprile al 3 luglio sarà possibile visitare al MIDeC-Museo Internazionale del Design Ceramico di Laveno Mombello la mostra multimediale di ceramica e pittura, musica e percezione olfattiva, intitolata Leonor Fini segreta. Ceramica e Pittura, Note e Profumi.
La rassegna è realizzata in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Laveno Mombello, ideata e curata sul piano critico da Marianna Accerboni e promossa dall’Associazione Foemina APS con la sponsorizzazione tecnica di Ciaccio Arte, dell’Associazione Amalago per la promozione artistica e culturale del Lago Maggiore e di Videoest Trieste. E prosegue, a poco più di 25 anni dalla morte di Leonor, anche attraverso opere mai esposte in assoluto, l’indagine della curatrice sull’arte e la personalità della grande pittrice surrealista, che fu anche costumista, scenografa, incisore, illustratrice e scrittrice di fama e frequentazioni internazionali (Buenos Aires 1907 – Parigi 1996).
Già presentata con grande successo e con accenti diversi all’Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles e di Parigi e al Polo museale del Magazzino 26 del Porto Vecchio di Trieste, la mostra – compendiata da una serie di opere non presenti nelle precedenti edizioni – sarà inaugurata, appunto, domenica 10 aprile alle ore 10.00 al MIDeC, l’unico Museo al mondo che detiene le preziose ceramiche realizzate nel ’51 con decori tratti da disegni della Fini, dalla S.C.I. – Società Ceramica Italiana di Laveno-Mombello: una storica fabbrica attiva in nuce sul territorio già dal 1856 e dal 1953 con una filiale anche in Argentina, fino al 1965, anno in cui avviene la fusione con il gruppo Richard-Ginori e al 1975 con la Pozzi, per chiudere definitivamente nel 2000.
Di Leonor Fini, la rassegna vuole interpretare il temperamento anche approfondendo il suo fondamentale e intenso rapporto con Trieste, luogo d’origine della madre, dove Malvina Braun condusse la figlia all’età di un anno. Qui la pittrice si sarebbe formata sul piano artistico culturale e su quello umano e personale fino all’età di circa vent’anni, rimanendo sempre molto legata alla città, da cui provengono la maggior parte delle opere e dei materiali esposti.
Come nelle altre sedi in cui è già stata allestita, la mostra sarà sottolineata da un intreccio multimediale di musica e percezione olfattiva, ispirato alla Fini e ideato site specific da Accerboni. Per tutta la durata della rassegna alcune composizioni surrealiste inedite, create ed eseguite al pianoforte dal musicista italo-brasiliano Paolo Troni, ispirate a Leonor e concepite espressamente per l’esposizione, saranno infatti diffuse quale colonna sonora all’interno del MIDeC.
In occasione della rassegna sono stati inoltre ideati da Accerboni due profumi esclusivi in edizione limitata, dedicati all’artista e ispirati alla sua complessa personalità. Una fragranza intitolata Lolò, il soprannome con cui i famigliari e gli amici chiamavano a Trieste la pittrice nel suo periodo giovanile, impreziosita da glitter in riferimento alla luminosità della sua pittura, verrà diffusa in mostra durante tutto il periodo espositivo, rappresentandone la “colonna olfattiva”. Ispirato al suo “doppio maschile”, è stato poi creato Kot, profumo che interpreta quella traccia sottilmente androgina che s’intuisce nella personalità della Fini e che in polacco significa gatto: era il soprannome con cui l’artista chiamava Costantin Jelenski, scrittore e giornalista polacco incontrato a Roma nel ’52, che, con Stanislao Lepri, fu una presenza fondamentale e costante nella sua vita fino alla morte di lui, avvenuta nel 1987.
L’esposizione – accompagnata da un esaustivo catalogo dall’elegante veste grafica, con foto e contributi inediti, realizzato dall’Istituto Italiano di Cultura di Parigi e curato da Marianna Accerboni – propone un’attenta selezione di opere della Fini per la maggior parte inedite e rare, a partire dalla sezione dedicata alle ceramiche decorate mediante decalcomanie tratte dai disegni di Leonor o con suoi motivi impressi a stampa: una vera chicca, poiché finora tali manifatture non erano mai state citate nei numerosi cataloghi e volumi d’arte dedicati all’artista.
Si tratta perciò una sezione di grande interesse, che comprende più di una trentina di rare porcellane e terraglie forti e fogli di lavoro della S.C.I. raffiguranti motivi di figure femminili mascherate, Maschere carnevalesche policrome, Gatti, Sfingi e Pagliacci e prodotte intorno al ’51 dalla Società Ceramica Italiana (S.C.I.) di Laveno- Mombello.
Accanto a tali preziosi materiali, viene esposta anche una matrice in rame per stampa su ceramica con disegni della Fini, incisa a bulino da Marco Costantini, abile artista per anni collaboratore della fabbrica lavenese. Tali oggetti vengono messi in gran parte a disposizione, oltre che dal MIDeC, dai collezionisti Enrico Brugnoni, Marco Lisè, Francesca Bellorini, Giuseppe Beltrami, Daniela Brisotto e Vincenzo Sogaro, Lena Costantini, Amelia Pozzi: sono pezzi oggi per lo più introvabili perché, essendo caratterizzati da uno stile assai moderno per l’epoca, allora non furono molto apprezzati dal pubblico, abituato a gusti più classici, e perciò furono presto tolti dalla produzione.
Accanto alle ceramiche, verranno esposti anche rari e per lo più inediti disegni, dipinti, acquerelli, incisioni, illustrazioni, documenti, libri, lettere, foto, video interviste, abiti appartenuti all’artista e un approfondimento sul piano letterario e grafologico della sua personalità, rivelando, oltre al risvolto più intimo e privato della Fini, anche un affondo sul clima culturale della Trieste del Novecento, che tanto avrebbe influenzato la sua arte e i motivi decorativi per le ceramiche stesse, presenti per altro in molti altri suoi lavori: figure muliebri mascherate, gatti e sfingi popolano infatti molti dei vasi, dei piatti e dei servizi da tavola, da caffè e da tè presenti in mostra, inseriti nelle forme innovative create dal designer di origine triestina Guido Andloviz (Trieste 1900 – Grado 1970), per più di trent’anni direttore di produzione della S.C.I.; ma rappresentano pure dei leitmotiv ricorrenti in molti dipinti, disegni e illustrazioni dell’artista.
Di particolare interesse, in mostra, saranno il video con le interviste inedite della curatrice a parenti e amici triestini della Fini, tra cui Gillo Dorfles e Daisy Nathan, sorella del pittore, e ad altri personaggi che la conobbero, e un video con l’ultima intervista in italiano alla celebre pittrice.
La mostra sarà visitabile fino al 30 giugno con i seguenti orari:
– martedì, mercoledì e giovedì: 10.00-12.30;
– venerdì: 10.00-12.30 e 14.00-17.00;
– sabato e domenica: 10.00-13.00 e 14.00-17.00.
Per informazioni: 0332 625551 / 335 6750946 – leonorfinisegretalaveno@gmail.com – segreteria@midec.org.
© Riproduzione riservata






